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I "Terrari letterari" di Bianca: libri e piante per esercitare la pazienza e nutrire l'anima

Bianca Corso, libraia di Palermo, in questi piccoli magici giardini in miniatura rintraccia quella Bellezza che attinge al senso della vita e si nutre della vicinanza con gli altri esseri viventi

Rosa Guttilla
Giornalista
  • 26 maggio 2021

I "terrari letterari" di Bianca Corso

«Ci ho messo un po' di tempo per trovare il nome appropriato ma, alla fine, a parte l'allitterazione, penso sia la definizione giusta: i miei sono Terrari letterari».

A nutrire, e condividere con gli altri, la passione per la creazione di terrari è Bianca Corso che, da sempre, coltiva - è il caso di dire - la passione per la letteratura e per le piante.

In entrambi gli ambiti rintraccia quella Bellezza che attinge al senso della vita che, come per le piccole piante che mette insieme, per quanto fondata sull'autonomia, si nutre inevitabilmente della vicinanza e della collaborazione con gli altri esseri viventi.

«I Terrari - ci ha detto Bianca - sono piccoli mondi, piccoli ecosistemi chiusi e autonomi che ospitano piante diverse, creando un equilibrio unico e bellissimo. La gestione di un terrario è semplice e poco impegnativa, non necessita di cure particolari ma solo di tanta luce. È davvero emozionante avere un pezzetto di natura in casa osservare la crescita e la magia di un giardino in miniatura tutto per noi.



Questo interesse - continua - è nato da una fase di solitudine della mia vita, accentuato dalla pandemia e dal distanziamento sociale che tutti abbiamo dovuto affrontare.

Da sempre ho coltivato le piante ma in questi mesi in cui, tra le tante difficoltà, siamo stati costretti a rallentare moltissimo le nostra vite, ho scoperto l'opportunità di praticare esercizi di pazienza tra natura e letteratura. In sintesi i miei terrari non sono altro».

Per chi non lo sapesse la pratica del terrario, nata da un'intuizione sul finire del ‘700, è molto diffusa in paesi come l'Inghilterra e la Francia, in Europa, ma anche in Giappone e guardando dei tutorial, e seguendo dei mini corsi online, Bianca ha appreso così i primi rudimenti per dare forma alla sua passione.

«Io sono solo all'inizio, qui in Italia questi microcosmi naturali non sono ancora molto conosciuti, se non dagli appassionati. I corsi infatti che ho seguito erano in inglese e alcuni anche in giapponese, con qualche problema di comprensione (ci dice ridendo).

In ogni terrario è importante scegliere piante con caratteristiche ed esigenze simili, oltre al substrato drenante, non solo terra, che, unitamente alla luce che da la spinta alla crescita, possano innescare un ciclo di crescita autogestito dal sistema stesso».

L'equilibrio degli elementi, infatti, fa sì che il terrario, una volta chiuso, consenta la crescita delle piante all'interno senza più alcun intervento esterno.

«Osservare questa crescita che si auto nutre con i processi naturali di produzione alternata di ossigeno e anidride carbonica, è un’esperienza unica. Inoltre è un modo di prendersi cura di qualcosa che cresce ogni giorno; un piccolo ma importantissimo esercizio di attenzione che, secondo me, può far solo bene».

Ma cosa c'entra la letteratura con un terrario?

La risposta è semplice per Bianca Corso, grande appassionata di libri, che in un confine spesso invisibile, unisce la sua passione per la letteratura con il suo lavoro.

È responsabile, infatti, della sezione Narrativa presso la libreria Feltrinelli, in centro a Palermo, dove condivide, generosamente, riflessioni e suggerimenti.

«Quanto i libri siano stati presenti nella mia vita e nella mia storia è difficile raccontarlo, i libri per me sono al centro di tutto da sempre».

È così che il connubio natura/letteratura è venuto fuori. Ad ogni terrario Bianca accosta una citazione che può anche essere un suggerimento di lettura, o rilettura, come è stato nel suo caso, perché, in fondo, anche un buon libro è già un sistema di cura e nutrizione dell’anima.

«In poco tempo le persone hanno accolto molto bene questa mia iniziativa che è ancora all'inizio ma che mi sta dando molte soddisfazioni. Ricevo delle richieste e questo per me, al di là di ogni altro risvolto, è segno dell'urgenza interiore di nutrimento nelle vite di tutti noi, specialmente dopo questo anno molto difficile.

I libri e la natura, due mondi di grande bellezza, possono dare questo nutrimento. Anche il realizzarli, per me, è un esercizio di pazienza e scoperta continua; all'inizio è stato molto difficile recuperare tutti i materiali a Palermo e poi, piano piano, ho cominciato a costruirmi da sola i piccoli attrezzi necessari. È una pratica sorprendente che nutre l'anima».

E allora concludiamo con questa citazione di Tove Jansson che Bianca ha associato ad uno dei suoi Terrari letterari, citazione che, bene, sintetizza questo suo nuovo progetto che, con la letteratura, condivide la ricerca e l'apertura a nuovi mondi: “Tutto si può trovare se si cerca e se si ha tempo, ovvero se si ha la possibilità di cercare, e mentre si cerca si è liberi e si trovano cose che non ci si aspettava affatto di trovare (Il libro dell'estate)".
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