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Il barocco siciliano, Elisabetta II e il Kgb: l'isola sullo sfondo di una (incredibile) spy story

L’opinione pubblica e la stampa rimasero all’oscuro per ben cinque anni di questo scandalo per la corona. Quando si seppe, la sovrana inglese prese provvedimenti

Maria Oliveri
Storica, saggista e operatrice culturale
  • 16 settembre 2022

La regina Elisabetta II e Anthony Blunt

Anthony Blunt, in merito agli interni del Barocco siciliano, scriveva: "affascinante o repellente, ma comunque il singolo spettatore possa reagire, questo stile è una manifestazione caratteristica di esuberanza siciliana, e va classificato tra i più e più importanti e originali creazioni di arte Barocca sull'isola".

Blunt viene ritenuto da molti una delle personalità più amorali del Novecento: cugino di secondo grado della regina Elisabetta, è stato uno storico dell'arte ma anche un agente segreto inglese al servizio dell'Unione Sovietica durante il periodo della guerra fredda.

Di aperte simpatie marxiste, venne reclutato a Cambridge nel 1934 dagli agenti segreti sovietici. L’obiettivo primario delle spie era di entrare in possesso di informazioni sensibili per l’individuazione dei punti deboli dell’Impero Britannico.

Finita la guerra l’attività di spionaggio di Blunt continuò, affiancata dalla carriera di storico dell’arte: diventò conservatore delle collezioni reali e si affermò come uno dei più eminenti studiosi dell'arte.
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Dal 1962 fu anche insegnante all'Università di Oxford. Nei suoi studi si occupò principalmente dell'arte e dell'architettura rinascimentale e barocca, in Francia e in Italia, con studi spesso pionieristici.

Non rivelò mai i fatti intimi e personali della famiglia reale e forse anche per questo non subì alcuna conseguenza, dopo esser stato scoperto dalla regina Elisabetta nel 1963, come sanno bene i fan della serie “The crown”.

Blunt fu direttore del Courtauld Institute of Art dal 1947 al 1974, fu sovrintendente ai dipinti del re e poi della regina dal 1945 al 1972; fu inoltre uno degli studiosi più attivi nel cercare di inserire la storia dell’arte tra le discipline accademiche in Gran 2 Bretagna.

Contrariamente a quanto ci si aspetti, il governo inglese non optò per la rimozione di Blunt dai suoi incarichi ufficiali, bensì gli fu concessa l’immunità e il mantenimento del suo posto come curatore a Buckingham Palace e di direttore al Courtauld Institute of Art fino al 1974.

La regina, informata della attività di spionaggio del cugino, concordò con il primo ministro di tacere, per evitare al paese uno spiacevole imbarazzo, anche a livello internazionale.

L’opinione pubblica e la stampa rimasero all’oscuro per ben cinque anni di questa incredibile spy story. Dal punto di vista artistico si deve a Blunt il riconoscimento nell'esperienza barocca siciliana della presenza di una civiltà architettonica propria e l’identificazione di uno specifico stile barocco siciliano: pur tenendo in considerazione il Barocco di Napoli e Roma, gli architetti siciliani adattarono i loro progetti a bisogni e tradizioni locali.

Il primo esempio di architettura e urbanistica barocca nell’isola, secondo Blunt sono i Quattro Canti di Palermo, un incrocio monumentale, formato dalle due principali vie della città e realizzato tra il 1609 ed il 1620 da Giulio Lasso e Mariano Smiriglio.

Lo studioso nel suo volume Barocco siciliano, pubblicato nel 1968, identificava tre fasi di sviluppo del barocco isolano: il primo periodo Barocco (XVII secolo); il periodo di ricostruzione di molte città della Sicilia orientale (Caltagirone, Militello Val di Catania, Catania, Modica, Noto, Palazzolo, Ragusa, e Scicli) successivamente al sisma del 1693 e il pieno sviluppo del barocco siciliano: (intorno al 1730) che cominciò gradualmente a distanziarsi dallo stile definitosi a Roma e guadagnò una individualità anche più forte grazie ad architetti siciliani come Andrea Palma, Rosario Gagliardi e Tommaso Napoli.

Sulle orme di Blunt nella metà degli anni Settanta un giovane studioso, uno storico dell'arte statunitense naturalizzato britannico arrivò a Palermo, per scoprirne e studiarne le bellezze artistiche: Donald Garstang.

Lo studioso sarebbe divenuto il maggior studioso e il più acceso sostenitore di Giacomo Serpotta, pubblicando nel 1984 a Londra in lingua inglese il famoso volume "Giacomo Serpotta and the 3 Stuccatori of Palermo 1550-1790", con il quale venne nominato per il Mitchell Prize, nello stesso anno.

Il volume segnò un fondamentale momento di revisione della figura del geniale scultore palermitano, anche per la collocazione dell' artista nell' ambito delle principali esperienze del barocco italiano, romano e napoletano in particolare, seguendo gli insegnamenti del grande sir Anthony Blunt.

La carriera di Blunt fu costellata di riconoscimenti, ma nel novembre del 1979 il geniale studioso cadde in disgrazia (al punto da perdere il titolo di cavaliere) perché fu rivelata la sua attività di spionaggio per l’Unione Sovietica durante la seconda guerra mondiale.

La notizia dell'attività spionistica di Sir Anthony Blunt (il “Russian nightmare”, così viene da lui definito) fu come un fulmine a ciel sereno.

Il primo ministro, Margaret Thatcher rese noto alla nazione e al mondo intero l’identità della spia sovietica, rompendo l’accordo segreto siglato col precedente governo.

Le reazioni alla sconcertante notizia furono immediate: la regina stessa, pochi minuti dopo il discorso di Thatcher, fu costretta questa volta a prendere provvedimenti e Blunt perse anche titoli accademici e dottorati onorari.

Nel 1983 morì di infarto, a 75 anni, lasciando un cospicuo patrimonio relativo alla sua attività come storico dell’arte, ancora oggi molto apprezzata.

Il suo necrologio, apparso sul New York Times, gli attribuiva il merito di aver formato una generazione di storici dell’arte in Inghilterra.

Le sue memorie, depositate alla British Library nel 1984 sono state rese fruibili al pubblico solo 25 anni, nel 2009 e raccontano la storia di un uomo fortemente tormentato per la sua scelta: essere una spia "È stato il più grande errore della mia vita". Affermava Blunt alla fine dei suoi giorni.
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