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Il caso delle strane polveri a Isola e Capaci: mistero sull'origine, rilievi dell'Arpa in corso

Da tre settimane a questa parte i cittadini dei due comuni palermitani sono molto preoccupati per la presenza di polveri biancastre che si depositano su auto e finestre

  • 19 marzo 2026

Una foto scattata da un cittadino di Capaci

Basta passare un dito sui vetri per accorgersene: una polvere mai vista si posa, da settimane, su finestre e vetture. Non è “semplice” sporcizia. Accade nei comuni di Isola delle Femmine e Capaci, in provincia di Palermo. I residenti la osservano, la toccano, la fotografano e la postano sui social. La domanda, tra le tante in attesa di risposta, è: “Di cosa si tratta?”.

Decine le segnalazioni da circa tre settimane. Virali le immagini. Su Facebook, un utente scrive: «Una polvere appiccicosa che, difficilmente viene via dalle auto con un solo lavaggio». E ancora, un altro post: «Qualcuno può dirmi come posso pulire il vetro della macchina?». Oppure: «Laviamo le auto, ma dopo pochi giorni siamo punto e a capo».

«È stato richiesto l’intervento di Arpa e dell’Asp per le verifiche necessarie – fa sapere il sindaco di Capaci, Pietro Puccio -. Tra qualche giorno dovrebbero essere resi noti i risultati. A prima vista, sembrerebbe che non rientrino tra le polveri emesse in atmosfera dalla cementeria, ma è tutto ancora da verificare. Dobbiamo attendere. So che è, in corso, un’altra fase di controllo avviata da Arpa sulle industrie che immettono in atmosfera».

A Isola delle femmine, infatti, si trova una cementeria che, nei giorni scorsi, ha negato un nesso con il fenomeno.

Insomma, il mistero si infittisce.

«Siamo molto preoccupati – afferma il deputato regionale Mario Giambona -. Sono decine le segnalazioni che provengono dalle comunità di Isola delle Femmine e Capaci. È un fenomeno nuovo che si registra da alcune settimane».

Le polveri avrebbero la caratteristica di essere collose e resinose. Oltre ad attaccarsi sulle auto e sulle facciate delle abitazioni, destano preoccupazioni in ordine a quelli che potrebbero essere gli effetti sulla salute delle persone.

«Da una prima analisi svolta da un’associazione, emergerebbe che siano degli idrocarburi o metalli pesanti che non sarebbero avvertiti dalle centraline che oggi sono installate e monitorano la qualità dell’aria – prosegue Giambona -. Ecco perché, negli ultimi giorni, abbiamo portato avanti un’azione incisiva, coinvolgendo Arpa, la quale sta portando avanti dei rilievi e dei controlli su tutto il comprensorio per individuare la provenienza di queste polveri. È interessata anche l’Asp. Io, personalmente, ho chiesto un’audizione alla IV Commissione Territorio e Ambiente dell'Ars. L’obiettivo è fare, quanto prima, chiarezza su queste polveri, mettere in salvaguardia tutte le comunità interessate e dare rassicurazioni alle tante attività commerciali e ricettive che, rispetto a questo problema, potrebbero esserne penalizzate».
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