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Un fiore bellissimo (e raro) che cresce solo in Sicilia: dove trovi la calendula marittima

Tra le 50 specie botaniche più a rischio è un'attrazione per il turismo naturalistico degli appassionati di esplorazione ambientale e scoperta del paesaggio

Giovanna Gebbia
Esperta di turismo relazionale
  • 11 aprile 2026

La calendula marittima che cresce in Sicilia

Siamo immersi nella Riserva delle Isole dello Stagnone di Marsala e Monte Cofano, la striscia compresa dalle saline di Trapani e Paceco, nella minuscola isola di Formica e la più nota e turistica Favignana: qui cresce con il nome scientifico il “Fiorrancio marittimo - Calendula suffruticosa maritima”, una sottospecie della famiglia delle Asteracee e a meno che non si sia dei botanici esperti può non dirci nulla, ma la storia di questo che comunemente risponde al nome di calendula maritima è un vero prodigio della natura da scoprire nelle prossime passeggiate ed escursioni primaverili nel panorama trapanese per l’esattezza, proprio in questi primi mesi della stagione.

A dispetto del nome più comune con la quale si identifica, siamo in presenza di uno dei tesori botanici che cresce solo ed esclusivamente in Sicilia in un piccolo arale paesaggistico - nei pochi chilometri compresi tra Paceco a Marsala – dominato da una straordinaria bellezza, ed entrato nell’elenco della 50 specie botaniche più a rischio dell’area mediterranea, che vive nelle zone sabbiose retrodunali.

Una specie erbacea sulla quale splende un fiore bellissimo caratterizzato dal colore giallo brillante intenso e che rappresenta una rarissima varietà florale sopravvissuta agli stravolgimenti climatici e antropici, salvandosi su questo tratto del territorio trapanese. Una popolazioni sempre più rara e da proteggere che è entrata nel progetto LIFE, che indica anche un habitat al quale questa popolazione arborea contribuisce a mantenerne intatto, svolgendo un ruolo chiave nel funzionamento degli ecosistemi costieri, soprattutto, dove è alta la presenza di posidonia.

Per la sua condizione precaria e di fragilità l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) ha inserito la Calendula maritima nella “lista rossa” delle specie in pericolo di estinzione gravemente minacciate, e sottoposta a regime di protezione speciale con un decreto del Presidente della Regione già nel 2019. Nel progetto internazionale Life la sua presenza è prevista anche per un altro aspetto: per le particolari proprietà che hanno importanti applicazioni farmacologiche, così come già accade per la Calendula officinalis, della quale sono innumerevoli gli usi e i benefici effetti storicamente riconosciuti.

Un fiore prezioso che si inserisce nella natura siciliana ricca di tesori botanici che diventano non soltanto il pretesto per studi scientifici ma per esplorare il territorio entrando negli scenari tra parchi e riserve, sentieri e itinerari che rivelano passo dopo passo queste varietà nascoste. Nel caso della calendula maritima questa cresce in un luogo dove esiste un paesaggio di rara bellezza, una sequenza di scorci che rimangono impressi nella memoria resi straordinari dalla vegetazione, dalle scogliere e le calette di ciottoli, dai colori del mare come dai tramonti che infuocano l’orizzonte. Siamo immersi nella Riserva delle Isole dello Stagnone di Marsala e Monte Cofano, la striscia compresa dalle saline di Trapani e Paceco, nella minuscola isola di Formica e la più nota e turistica Favignana.

L’area umida gestita dal WWF (di importanza internazionale) della Riserva delle Saline di Trapani e Paceco è un habitat dove sopravvivono oltre quattrocento specie di specie vegetali, tra cui la Calendula Maritima, intorno alla quale è stato impiantato presso la Salina Calcara un progetto del CNR, che ha fatto rintrodurre questa specie dove era definitivamente estinta, per aumentare la superficie di distribuzione e recuperare questi nuclei costieri, selezionando le formazioni non ibridate per essere il reinserimento.

Infatti, la minaccia che si associa al cambiamento climatico e alla pressante presenza umana scomparsa dell’habitat costiero, è l’ibridazione: l’incrocio con specie simili (come la calendula fulgida) che ne creano altre differenti geneticamente, la vera scure mortale responsabile della scomparsa di molte specie botaniche.

Un fiore simbolo che si trasforma in attrazione per il turismo naturalistico degli appassionati e degli amatori di esplorazione ambientale e scoperta del paesaggio, ma che potrebbe essere anche oggetto di osservazione all’interno di programmi didattici scolastici e formativi con visite guidate e laboratori. Per concludere una curiosità sul nome “calendula” che risale al latino “calendae” con riferimento al primo giorno del mese nel calendario romano, come inizio di qualcosa che si protrae a lungo…come le calende greche.
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