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In Sicilia le "8 meraviglie del barocco": gli itinerari da non perdere nella Val di Noto

Nel 2002 l'Unesco ha inserito nella lista del patrimonio dell’Umanità le città tardo barocche della parte sud est dell'Isola. Un tesoro di grande valore tutto da scoprire

  • 21 gennaio 2020

La cattedrale di San Nicolò a Noto

Più a Sud della Sicilia c’è solo il Sud della Sicilia: spiagge, siti naturalistici e archeologici, piccoli centri e infine le 8 città tardo barocche riconosciute dall'Unesco patrimonio dell'umanità.

La Val di Noto (anticamente Vallo di Noto) è un’area situata nella parte sudorientale dell’Isola che racchiude un tesoro di grande valore artistico e le sue coste sono un susseguirsi di bellezze naturali.

Originariamente fu una circoscrizione amministrativa che si occupò della giustizia, dell'erario e occasionalmente anche delle milizie del Regno di Sicilia dal periodo normanno alla sua abolizione nel 1812, i cui maggiori centri urbani vennero ridotti in macerie a seguito del sisma del 1693.

Ma fu proprio da quelle macerie che il Vallo conobbe ben presto la sua rinascita dal gusto tutto barocco: la successiva ricostruzione dei primi decenni del XVIII secolo vide le città sconvolte dal sisma adottare soluzioni architettoniche e artistiche che caratterizzano ancora oggi l'intero Vallo e che lo rendono uno dei luoghi più suggestivi al mondo.



La Val di Noto comprende infatti otto capolavori in pieno stile barocco che, nel 2002, l'Unesco ha inserito nella lista del patrimonio dell’Umanità sotto l’etichetta "Le città tardo barocche del Val di Noto (Sicilia sud orientale)". Otto città, a cavallo tra le aree di Catania, Siracusa e Ragusa: Caltagirone, Catania, Militello Val di Catania, Modica, Noto, Palazzolo Acreide, Ragusa e Scicli, e ognuna di queste rappresenta un’immersione unica nell’età barocca.

Patria della ceramica siciliana, con i suoi negozietti e le sue “teste di moro”, Caltagirone, situata sui Monti Erei a 70 km da Catania, è sicuramente una meta da non perdere per chi decide di andare in vacanza nel sud est della Sicilia.

Oltre alla produzione artigianale delle ceramiche, il massimo esempio del barocco a Caltagirone si ritrova nella scalinata della chiesa Santa Maria del Monte: 142 gradini, le cui alzate sono completamente rivestite da maioliche policrome raffiguranti diversi motivi decorativi. Il mese di maggio, ogni anno, ospita la manifestazione della "Scala Infiorata", e sulle gradinate vengono disposte centinaia di piantine a formare un unico grande disegno.

La città nera per eccellenza è Catania, frutto di un crocevia di culture che si sono succedute nel corso della storia, dando vita ad una metropoli dalle mille sfaccettature. Coronata dall’Etna e bagnata da un mare azzurro, Catania è una grande città in cui il barocco è un abito a due colori, il nero e il bianco: passeggiando per le vie della città si possono notare, infatti, decine di palazzi e chiese con facciate nere e bianche, passando per il mercato del pesce e fino ad arrivare a Piazza Duomo, al cui centro c’è il simbolo della città l’elefante, "‘u liotru".

Situata ai piedi dell’Etna, tra Catania e Ragusa, anche Militello Val di Catania è una piccola meta barocca del Val di Noto che merita una visita. La città deve la sua fortuna a Giovanna d’Austria che la trasformò in corte e vi passò moltissimi dei suoi giorni. Tra i capolavori più importanti spiccano il Monastero di San Benedetto, realizzato a partire dal 1616 in stile barocco e manierista, la Chiesa di Santa Maria della Stella, il centro storico e l’antico castello Barresi-Branciforte.

Anche detta la "città delle cento chiese", per l’altissimo numero di luoghi sacri che ospita, Modica è un gioiello barocco (non solo per la sua rinomata cioccolata): palazzi, chiese, giardini, stradine e vicoli, casupole tutte immerse nello sfarzoso stile barocco, di cui il premio Nobel per la Letteratura Salvatore Quasimodo (che a Modica deve i suoi natali) scrisse: «Sentieri velati da un tratto di eterno: basole fra scorci di storica passione; a passi tardi rinvengo in cor mio, nascituro sguardo che soave m'attrista...».

Capitale indiscussa dell’arte barocca in Sicilia, però, è la città di Noto che sfoggia tutta la sua eleganza e maestosità grazie ai numerosi palazzi nobiliari lungo corso Vittorio Emanuele e sulla storica via Nicolaci. A 31 km da Siracusa e a 50 km da Ragusa, la città è denominata anche "il giardino di pietra", grazie alle monumentali chiese costruite con la pietra dorata locale riccamente intagliata. D’obbligo è un selfie davanti alla Cattedrale di San Nicolò.

Nel cuore degli Iblei, Palazzolo Acreide nasce sulle rovine dell’antica Akrai, famosa in tutto il mondo per l’antico teatro greco-romano in pietra bianca risalente al II secolo a.C. e subito accanto il Tempio di Afrodite. Candidata a "Borgo dei borghi", anche Palazzolo Acreide venne distrutta dal terremoto del 1693 e ricostruita in stile barocco. Particolari da vedere sono anche i cosiddetti "Santoni", un complesso di statue che formano un santuario dedicato al culto della dea Cibele.

La città del “Commissario Montalbano”, Ragusa Ibla è l'antico centro storico della città di Ragusa famoso in tutto il mondo per le oltre cinquanta chiese e i numerosi palazzi, testimonianza della più alta espressione del barocco in Sicilia.

Collocato su una collina, il piccolo borgo di Ibla domina la vallata circostante, sulla quale regna il maestoso Duomo di San Giorgio e la sua imponente scalinata. La zona più antica di Ibla è il quartiere San Paolo, in cui si trovano la chiesa omonima e delle tombe sicule, e una visita merita, infine, il Giardino Ibleo.

Ultima, ma non per importanza, è Scicli anche lei location della fiction “Commissario Montalbano” e in cui si perde davvero il conto tra le chiese e i palazzi nobiliari da visitare. Tra i monumenti da visitare, una menzione merita il Convento della Croce, un bellissimo complesso risalente al 1528, che sorge in cima al Colle della Croce e da cui potrai ammirare una suggestiva vista del centro storico. Al suo interno puoi visitare la chiesa, l’oratorio, il chiostro e le celle dei frati.

Secondo i criteri adottati dall’Unesco per l’iscrizione del Val di Noto nel Patrimonio dell’Umanità: «Questo gruppo di città del sud­est della Sicilia fornisce una notevole testimonianza del genio esuberante dell’arte e dell’architettura del tardo barocco. Le città del Val di Noto rappresentano l’apice e la fioritura finale dell’arte barocca in Europa».
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