Ha 16 anni ed è a un passo dalla cintura nera: chi è Aurora, "stella" siciliana di judo
Uno sport iniziato per caso e poi, grazie alla mamma che l'ha incoraggiata, è diventata la sua passione. Oggi, tra medaglie e podi, è una campionessa
Aurora Basile col suo maestro di Judo, Francesco Cocheo
La nostra Isola continua a sfornare giovani talenti in moltissime discipline sportive, abbattendo qualsivoglia stereotipo che ponga la Sicilia lontana da obiettivi agonistici importanti nello sport. È il caso di Aurora Basile, giovane atleta classe 2010, che a soli 15 anni si è già ritagliata uno spazio importante nel panorama nazionale del judo.
Un cammino iniziato molto presto, quasi per caso, ma che si è trasformato rapidamente in qualcosa di più grande. Aurora racconta infatti come il suo primo approccio con lo sport non sia stato subito positivo: «Quando ho iniziato a praticare il Judo avevo 7 anni. Avevo praticato altri sport da piccola come calcio, basket e anche Ju Jitsu, però tutti hobby che sono durati poco, a differenza del Judo che mi ha subito conquistata».
Determinante, in questo percorso, è stato il ruolo della famiglia, in particolare della madre: «A farmi avvicinare a questo sport è stata mia mamma, che aveva conosciuto la mia attuale palestra e il mio maestro e che era propensa a farmi fare questo percorso». Una scelta che si è rivelata subito in linea con le inclinazioni della giovane atleta: «A me intrigava l’idea del fare uno sport singolo più che uno sport di squadra, ed anche per questo motivo mi sono appassionata».
Col tempo, la passione si è trasformata in motivazione quotidiana, alimentata anche dal desiderio di ripagare la fiducia ricevuta: «A spingermi a praticare questo sport è sicuramente la passione, ma mi spinge anche restituire i risultati che porto a mia madre, che ha sempre creduto in questo mio percorso».
Accanto alla madre, anche il nonno ha avuto un ruolo significativo: «Anche mio nonno è stato importante in questo mio percorso, e anche lui ha spinto molto a continuare judo. È un grande appassionato di sport e se fosse per lui dovrei praticare tutte le discipline del mondo (ride ndr)».
I risultati non si sono fatti attendere. Con le prime competizioni è arrivata la consapevolezza di poter puntare in alto: «Già dal primo anno, quando ero ‘Esordiente A’ ho conquistato un successo nazionale, arrivando seconda. Da lì ho capito che mi sarebbe piaciuto intraprendere anche il percorso agonistico».
Da quel momento, Aurora ha iniziato a collezionare vittorie a livello regionale e a farsi spazio nel circuito nazionale, dove oggi può già vantare due medaglie nella Serie A1, il massimo livello del judo italiano.
Adesso lo sguardo è rivolto ai prossimi impegni, con un obiettivo ben preciso: «Sicuramente adesso abbiamo le finali il 2 maggio di A1, dove gareggeranno gli atleti più forti d’Italia. Qualora dovessi arrivare sul podio avrei la possibilità di prendere la cintura nera, che è certamente un mio importante obiettivo, che sogno sin da bambina».
Un traguardo importante, che si accompagna a una visione chiara del futuro: «Anche l’idea del proseguire con questo sport negli anni non mi dispiace per niente. Mi piacerebbe anche poter lavorare con questo sport, magari diventando fisioterapista o entrando nelle forze armate grazie al Judo».
A confermare il valore del suo percorso è il maestro Francesco Cocheo della Judo Cokys Club, che insieme al padre (e fondatore della società) Giovanni Cocheo, segue Aurora fin dai primi passi. Il tecnico sottolinea come la crescita dell’atleta sia stata costante nel tempo: «Aurora ha iniziato da piccola. Si è formata con noi e abbiamo avuto modo di vederla crescere. La sua crescita è stata graduale ma continua».
Già in giovane età erano evidenti le sue qualità: «Già da quando aveva dieci anni aveva mostrato le sue potenzialità. Dal punto di vista agonistico invece, da quando ha avuto modo di mettere i piedi sul tatami che conta, il suo è stato un percorso costantemente in ascesa». Una continuità che rappresenta il vero valore aggiunto dell’atleta: «Questo è il quinto anno di fila che si pone tra le prime a livello nazionale. Lei tra medaglie e podi è rimasta sempre nella top ten nazionale. Nello sport vincere una volta può essere facile, ma confermarsi con costanza diventa una sfida».
Il livello delle competizioni affrontate da Aurora è tra i più alti in Europa, ma la ragazza ha sempre saputo destreggiarsi in esse: «Lei sin dall’inizio – continua il maestro - si è dovuta confrontare con persone molto più grandi di lei e molto più esperte. In un contesto come quello dei ‘Cadetti’ italiani che tralaltro è tra i più competitivi in Europa».
Uno scenario che però non sembra spaventarla, anzi apre prospettive ancora più ampie secondo il suo maestro: «Lei con la posizione che ha raggiunto potrebbe già iniziare a fare il ranking europeo, e quello sarà il passo successivo al quale sicuramente approderà».
Un percorso ancora lungo, dunque, ma già ricco di soddisfazioni. E per Aurora, il tatami continua a essere il luogo dove le sue ambizioni continuano a trasformarsi in traguardi raggiunti e obiettivi da inseguire.
Un cammino iniziato molto presto, quasi per caso, ma che si è trasformato rapidamente in qualcosa di più grande. Aurora racconta infatti come il suo primo approccio con lo sport non sia stato subito positivo: «Quando ho iniziato a praticare il Judo avevo 7 anni. Avevo praticato altri sport da piccola come calcio, basket e anche Ju Jitsu, però tutti hobby che sono durati poco, a differenza del Judo che mi ha subito conquistata».
Determinante, in questo percorso, è stato il ruolo della famiglia, in particolare della madre: «A farmi avvicinare a questo sport è stata mia mamma, che aveva conosciuto la mia attuale palestra e il mio maestro e che era propensa a farmi fare questo percorso». Una scelta che si è rivelata subito in linea con le inclinazioni della giovane atleta: «A me intrigava l’idea del fare uno sport singolo più che uno sport di squadra, ed anche per questo motivo mi sono appassionata».
Col tempo, la passione si è trasformata in motivazione quotidiana, alimentata anche dal desiderio di ripagare la fiducia ricevuta: «A spingermi a praticare questo sport è sicuramente la passione, ma mi spinge anche restituire i risultati che porto a mia madre, che ha sempre creduto in questo mio percorso».
Accanto alla madre, anche il nonno ha avuto un ruolo significativo: «Anche mio nonno è stato importante in questo mio percorso, e anche lui ha spinto molto a continuare judo. È un grande appassionato di sport e se fosse per lui dovrei praticare tutte le discipline del mondo (ride ndr)».
I risultati non si sono fatti attendere. Con le prime competizioni è arrivata la consapevolezza di poter puntare in alto: «Già dal primo anno, quando ero ‘Esordiente A’ ho conquistato un successo nazionale, arrivando seconda. Da lì ho capito che mi sarebbe piaciuto intraprendere anche il percorso agonistico».
Da quel momento, Aurora ha iniziato a collezionare vittorie a livello regionale e a farsi spazio nel circuito nazionale, dove oggi può già vantare due medaglie nella Serie A1, il massimo livello del judo italiano.
Adesso lo sguardo è rivolto ai prossimi impegni, con un obiettivo ben preciso: «Sicuramente adesso abbiamo le finali il 2 maggio di A1, dove gareggeranno gli atleti più forti d’Italia. Qualora dovessi arrivare sul podio avrei la possibilità di prendere la cintura nera, che è certamente un mio importante obiettivo, che sogno sin da bambina».
Un traguardo importante, che si accompagna a una visione chiara del futuro: «Anche l’idea del proseguire con questo sport negli anni non mi dispiace per niente. Mi piacerebbe anche poter lavorare con questo sport, magari diventando fisioterapista o entrando nelle forze armate grazie al Judo».
A confermare il valore del suo percorso è il maestro Francesco Cocheo della Judo Cokys Club, che insieme al padre (e fondatore della società) Giovanni Cocheo, segue Aurora fin dai primi passi. Il tecnico sottolinea come la crescita dell’atleta sia stata costante nel tempo: «Aurora ha iniziato da piccola. Si è formata con noi e abbiamo avuto modo di vederla crescere. La sua crescita è stata graduale ma continua».
Già in giovane età erano evidenti le sue qualità: «Già da quando aveva dieci anni aveva mostrato le sue potenzialità. Dal punto di vista agonistico invece, da quando ha avuto modo di mettere i piedi sul tatami che conta, il suo è stato un percorso costantemente in ascesa». Una continuità che rappresenta il vero valore aggiunto dell’atleta: «Questo è il quinto anno di fila che si pone tra le prime a livello nazionale. Lei tra medaglie e podi è rimasta sempre nella top ten nazionale. Nello sport vincere una volta può essere facile, ma confermarsi con costanza diventa una sfida».
Il livello delle competizioni affrontate da Aurora è tra i più alti in Europa, ma la ragazza ha sempre saputo destreggiarsi in esse: «Lei sin dall’inizio – continua il maestro - si è dovuta confrontare con persone molto più grandi di lei e molto più esperte. In un contesto come quello dei ‘Cadetti’ italiani che tralaltro è tra i più competitivi in Europa».
Uno scenario che però non sembra spaventarla, anzi apre prospettive ancora più ampie secondo il suo maestro: «Lei con la posizione che ha raggiunto potrebbe già iniziare a fare il ranking europeo, e quello sarà il passo successivo al quale sicuramente approderà».
Un percorso ancora lungo, dunque, ma già ricco di soddisfazioni. E per Aurora, il tatami continua a essere il luogo dove le sue ambizioni continuano a trasformarsi in traguardi raggiunti e obiettivi da inseguire.
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