STORIA E TRADIZIONI

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Ispirò un poema epico e i fedeli per secoli: la (famosa) lettera della Madonna ai messinesi

Nel momento in cui la leggenda sorse e il culto si stabilì, la città aveva una forza tale da potersi permettere di reggere il peso delle inevitabili conseguenze

Daniele Ferrara
Esperto di storia antica
  • 3 giugno 2023

Oggi, 3 giugno, è il giorno della Madre della Lettera: ricorre l’anniversario (il 1981° quest’anno) di quando Maria, la madre di Gesù, scrisse e inviò ai messinesi una lettera con la sua benedizione unica e speciale.

Il culto tradizionale messinese non è raro, è unico. I messinesi, da almeno mezzo millennio, vantano di possedere non soltanto l’unica lettera mai scritta da Maria Madre di Gesù, ma l’unica sua reliquia fisica.

Un tempo questa tradizione era diffusa e famosa, tanto da essersi impiantato il culto in Sicilia e fuori, ma poi, in parte per le inimicizie siciliane e in parte per l’ortodossia ecclesiale, la conoscenza di questa straordinaria Madonna si è pericolosamente contratta. Ecco che cosa si racconta.

Nel 42 d.C. San Paolo sbarcò a Messina e convertì la popolazione al Cristianesimo e, parlando della Madre del Cristo, essa volle incontrarla e riceverne la benedizione.

Furono nominati alcuni ambasciatori che furono inviati a Gerusalemme a incontrare Maria, e da lei ricevettero la promessa di perpetua protezione e un documento scritto che la sanciva. Domando al pubblico: quanto vi sembra strano il non avere già sentito parlare d’un fatto religioso così eclatante?
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La Sacra Lettera – se nella fede tutto è valido – renderebbe la Chiesa di Messina ancor più illustre di quella di Roma (pur sede papale), essendo la Madonna gerarchicamente superiore agli Apostoli, e farebbe dei messinesi un popolo eletto, giacché non esiste altra comunità che possa vantare (sempre di tradizioni parlando) un così intimo legame con la Madonna in persona, “Regina degli Angeli e degli Apostoli”!

La pia tradizione della Madonna della Lettera è un tale mistero, così intricato e senza via d’uscita, che meriterebbe più d’un documentario televisivo, a fianco di molti altri intriganti misteri che avvolgono la storia; la sua unica pecca, ahimè, è che della sua ambientazione, Messina, un tempo così famosa, si ricorda poca gente al mondo.

La leggenda risulta da fonti con gradi diversi di credibilità: che Paolo di Tarso abbia predicato a Messina ordinando il suo primo vescovo Bacchilo è scritto già in un apocrifo, le "Gesta Sanctorum Apostolorum Petri et Pauli", ma la Sacra Lettera pare saltare fuori soltanto nel 1490 rinvenuta dal celebre filologo bizantino Costantino Lascaris, e le identità degli ambasciatori furono rivelate soltanto nel 1647 Maria Roccaforte, monaca veggente bivonese (la medesima che descrisse la vita di Santa Rosalia).

Ci sono anche alcune contraddizioni: nel 42 d.C. Paolo non aveva mai viaggiato più a Ovest della Galazia (soltanto attorno al 60 d.C., arrestato, veleggiò verso Roma), e soprattutto Maria in vita certamente non poteva già comportarsi “come la Madonna”, ch’è un’elaborazione successiva, una personalità mitizzata.

Prima del 1490 non ci sono fonti che parlano della Lettera ai Messinesi, se non presunti passi molto fumosi additati come prove, e documenti che a loro volta sono stati universalmente riconosciuti come falsi. Nel momento in cui la leggenda sorse e il culto si stabilì, la Città aveva una forza tale da potersi permettere di reggere il peso delle inevitabili conseguenze dell’affare.

D’altro canto, la Madonna della Lettera è l’espressione stessa del prestigio e della potenza di Messina tra 1490 e 1679 (e oltre), il suo significato era esattamente ch’essa avrebbe affrontato tutto e chiunque senza timore alcuno.

Oggi la situazione è diversa. L’importanza dalla Madonna della Lettera è tale da avere ispirato un poema epico a glorificazione della stessa Messina, "La Sacra Lettera scritta da Maria Vergine a’ Messinesi", attribuito all’illustre poeta toscano Francesco Bracciolini, ma che deve certamente aver viste le mani del cavalier Benedetto Salvago, ambasciatore di Messina a Roma.

Si arrivò addirittura al punto, in qualche caso, d’utilizzare un calcolo del tempo che parte dall’invio della Sacra Lettera, per il quale oggi saremmo nell’anno 1981 (“ab Littera emissa”, se vogliamo)! Il culto della Madre della Lettera si diffuse, al punto che fu celebrato in modo speciale anche a Roma nell’anniversario del 1642 e che i Gesuiti in Cina tradussero la Sacra Lettera in cinese, e una copia se ne trova ancόra al Museo Regionale di Messina.

Abbracciare questo culto significava, inequivocabilmente e inevitabilmente, riconoscere una speciale dignità o addirittura la superiorità di Messina, a livello politico la sua egemonia.

Non si limita all’età aurea di Messina l’influenza del culto della Sacra Lettera: la Stele della Madonna del Porto, ch’è la prima cosa che si vede arrivando dal mare, reca proprio un colosso della Vergine Maria con la Lettera e alla base l’iscrizione "Vos et Ipsam civitatem benedicimvs" contenuta nel testo.

La reliquia della ciocca di Capelli è unica, giacché non ci sono altri lasciti fisici della Vergine Maria, anche perché ella – secondo la tradizione cristiana – fu Assunta in Cielo con tutto il corpo; sul fatto che in generale le reliquie abbiano quasi sempre origini dubbie non c’è bisogno di soffermarsi, non ne stiamo parlando.

Se i pellegrinaggi si fanno per fede e non per la probabilità di quanto testimoniato, è decisamente anomalo che Messina non sia un’importante meta di pellegrinaggio mariano: l’unico luogo ad avere la personale benedizione nonché reliquia fisica della Madonna! È un aspetto certamente degno d’attenzione.

Questo culto, nato per esaltare Messina e porla al centro del mondo, può divenire oggi motivo di vanto anche per la Sicilia tutta, dato che comunque, alla fin fine, c’è un po' di Madonna della Lettera ovunque, essendo sempre stata volontà mamertina quella di coinvolgere nei proprî progetti le città isolane.

Tante altre cose avrei potuto dire, ma ci vorrebbe almeno un libro per raccogliere tutte le stranezze e le curiosità che si racchiudono dentro questo mistero chiamato Madre della Lettera. E oggi non è lecito parlarne con sospetto: oggi il fercolo della Madre e Regina, scortato dal Clero e dalle Confraternite, attraversa solennemente la Città di Messina. Ma se la Sacra Lettera non l’ha scritta la marginale Maria madre di Gesù, allora chi l’ha scritta?

Chissà, forse un’altra Maria, una che fa tendenza. Magari Maria Maddalena, variamente interpretata come discepola prediletta o addirittura moglie di Gesù e figura importante nel Cristianesimo nascente, che nel suo viaggio per ritirarsi in Provenza potrebbe, da Messina, esserci fisicamente passata.

E se la lettera originale non fosse mai esistita? Allora rimane che la Sacra Lettera è quel documento immateriale e intangibile, iscritto nei cuori, che sancisce l’inizio del cammino spirituale non d’un individuo, ma d’un’intera comunità votatasi alla grandezza e alla gloria, verso l’elevazione al divino.

Magari un giorno questa via un giorno Messina la riprenderà, non è improbabile; ma oggi noi Messinesi ripeteremo a gran voce, come ogni anno: “O della Lettera, Madre e Regina, salva Messina, salva Messina!”.
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