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L'Ue dice sì ai termovalorizzatori a Palermo e Catania: dove e quando saranno realizzati

Bruxelles ha dato parere favorevole al Piano regionale dei rifiuti in Sicilia. Si tratta di un importante passo avanti per il progetto di realizzazione dei 2 inceneritori

Balarm
La redazione
  • 20 marzo 2026

Un termovalorizzatore (foto Wikipedia)

Sì ai termovalorizzatori a Palermo e a Catania. Bruxelles ha dato parere favorevole al Piano regionale dei rifiuti in Sicilia. La comunicazione ufficiale è stata data dalla direzione generale della politica regionale e urbana della Commissione Ue.

Il Piano, approvato a Bruxelles, prevede la realizzazione di due termovalorizzatori, uno a Palermo, a Bellolampo, e uno a Catania, all'interno dell'area industriale, i cui progetti di fattibilità tecnico-economica (Pfte) saranno consegnati entro aprile. Le gare per la realizzazione degli impianti saranno pubblicate entro la fine del 2026, con l’aggiudicazione e l’avvio dei lavori nella primavera del prossimo anno.

«Andiamo avanti spediti sul progetto dei termovalorizzatori per cambiare concretamente e sistematicamente la gestione dei rifiuti in Sicilia - dice il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, in qualità di Commissario straordinario per il completamento della rete impiantistica integrata per la gestione dei rifiuti - Il via libera della Commissione Ue rappresenta un ulteriore passo avanti per mettere fine alla stagione del conferimento in discarica, gravosa per l’ambiente e onerosa per i cittadini e per i bilanci pubblici».

Lo scorso novembre, Schifani aveva incontrato a Bruxelles la commissaria europea per l’Ambiente, Jessika Roswall, proprio per un confronto sul nuovo Piano rifiuti, che la Sicilia attendeva da anni e che, adesso, sblocca anche la rete impiantistica per completare il ciclo virtuoso della raccolta differenziata e del riuso.

Come affrontato in un approfondimento sul tema, in questo processo Invitalia sarà di supporto alla Regione per il procedimento del progetto, con il compito di gestire le gare d’appalto grazie alla sigla della convenzione stipulata a Roma il 15 gennaio 2025. A seguito di questi accordi è stato realizzato uno studio preliminare dal quale è stato realizzato il documento di Fattibilità delle Alternative progettuali, dove si analizzano gli obiettivi del progetto che pongono la priorità alla riduzione del conferimento di rifiuti in discarica alla quota massima del 10% rispetto alla totalità dei rifiuti urbani, condizione necessaria per rispettare le direttive europee sulle discariche di rifiuti.

Allo stato attuale l’analisi redatta nello stesso documento sancisce che per la quantità di rifiuti indifferenziati prodotti nell’area della Sicilia occidentale è necessario realizzare un termovalorizzatore di grande taglia con una capacità di 300.000 tonnellate di rifiuti all’anno: lo scopo, per quello da realizzare a Bellolampo, è bruciare la grande mole di rifiuti indifferenziati prodotti dalle aree del Palermitano.

L'obiettivo immediato dei termovalorizzatori è quello di incenerire i rifiuti con l’ avvio della combustione di questi ad un alta temperatura (oltre 1000 °C). Tale calore viene infatti impiegato per la produzione di energia elettrica grazie alla creazione di vapore acqueo ad alta pressione che fa funzionare una turbina elettrica in un processo molto simile ad una tradizionale centrale termoelettrica.

A differenza di una centrale convenzionale il termovalorizzatore ha il vantaggio di potere eliminare il costo principale per la produzione di energia elettrica che è quello del combustibile fossile, come può essere ad esempio il gas naturale.
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