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La "casa rossa" dello scandalo è ancora in vendita: Stromboli fu galeotta per Rossellini e la Bergman

Nella primavera del 1949 i due soggiornarono nell'isola per le riprese del film "Stromboli (Terra di Dio)". E in quel periodo il regista aveva appena lasciato l'attrice Anna Magnani

Rosa Guttilla
Giornalista
  • 10 luglio 2021

L'arrivo di Roberto Rossellini e Ingrid Bergman sull'isola di Stromboli per le riprese del film

Per i nostalgici e gli appassionati dei luoghi legati alla storia del cinema, e anche al gossip, c’è ancora una possibilità per entrare in possesso della famigerata "casa rossa" di Stromboli, che fu dimora del regista Roberto Rossellini e Ingrid Bergman, durante la lavorazione del film “Stromboli (Terra di Dio)”.

La pellicola risale al 1950 e vide per la prima volta insieme la coppia Rossellini Bergman, in quello che fu un incontro fatale, stando alle voci che allora si rincorrevano, poi confermate dai fatti (l'attrice fu per diversi anni, in seguito, compagna del regista e produttore, all'epoca legato ad Anna Magnani).

Il 12 novembre 2021, infatti, questa abitazione sarà nuovamente messa in vendita, tramite un’asta sincrona mista (ovvero vi si potrà prendere parte per via telematica, l’appuntamento è fissato per il 12 alle ore 11.00, ci ha confermato l’avvocato Gaetano De Salvo, liquidatore giudiziale del bene in questione).



Questa sarebbe la quarta volta che l’immobile viene proposto per la vendita (secondo quanto disposto dal concordato preventivo N.1/12 del Tribunale di Messina), dopo diversi ribassi e altre aste andate a vuoto, probabilmente per l’eccessiva richiesta iniziale.

Alla data del 12 novembre, infatti, dai circa 700 mila euro iniziali, la cifra richiesta è di 319.500,00 euro (con un’offerta minima di 239.625,00 euro).

L'abitazione è una tipica casa in stile eoliano posta in cima al paese, ai piedi del vulcano e ai lati di una stradina scoscesa che, dalla piazzetta principale, si incrocia con altre viuzze, costeggia vigneti, piante di fichidindia e casette bianche, degradando verso il mare.

Ha una superficie di circa 220 metri quadrati e risale al 1920 circa (sul portale vendite pubbliche è possibile consultare tutto l’incartamento relativo al bando, alla perizia e allo stato generale dell'immobile) .

È soprattutto la storia d’amore, finita poi sul rotocalchi di tutto il mondo, vissuta tra quelle mura a rendere l’abitazione eccezionale, e per questo motivo era stata avanzata una proposta, caduta nel vuoto al momento, di rendere il posto una casa museo.

Nella primavera del 1949 Rossellini e la Bergman condivisero la casa rossa per quatto mesi, mentre il regista era, fino a poco tempo prima, compagno ufficiale della “Anna nazionale” che, in contemporanea, girava il film Vulcano, sull’omonima isola, diretta da William Dieterle (prodotto dalla Panaria Film del principe Francesco Alliata e Quintino di Napoli, Giovanni Mazza, Pietro Moncada di Paternò, Renzino Avanzo e Fosco Maraini).

Galeotta, come si suol dire in questi casi, fu una lettera che la stessa Bergman (allora sposata con Petter Lindstrom che, a quanto viene riportato, una volta scoppiato lo scandalo giunse a Stromboli per un incontro chiarificatore che si svolse all’Hotel Royal di Messina) inviò al famoso regista.

La missiva riportava un messaggio al quale Rossellini non seppe sottrarsi: «Caro signor Rossellini, ho visto i suoi film Roma città aperta e Paisà e li ho apprezzati moltissimo. Se ha bisogno di un’attrice svedese che parla inglese molto bene, che non ha dimenticato il tedesco, non si fa quasi capire in francese, e in italiano sa dire solo ti amo, sono pronta a venire in Italia per lavorare con lei».

Una dichiarazione d’amore in piena regola alla quale, in effetti, sarebbe stato difficile rimanere indifferenti.

Il periodo di soggiorno sull’isola di Stromboli fu successivo a questa lettera ma già il rumors tra gli addetti ai lavori circolava, dunque all’arrivo delle star sull’isola, seguì una flotta di giornalisti che volevano immortalare la neo-coppia.

La concomitanza dei due set nelle diverse isole fece gola ai paparazzi tanto da generare la così detta “guerra fra i vulcani” che, parallelamente, oltre che fra i protagonisti, correva tra le due pellicole in lavorazione.

A vedere la luce per primo fu “Vulcano”, proiettato in prima nazionale il 2 febbraio 1950; “Stromboli” seguì l’8 ottobre dello stesso anno.

A testimoniare questo momento storico nel mondo del cinema, e non solo, è la casa rossa, unica realtà rimasta sull’isola, insieme alla lapide che testimonia, contro il tempo e l’incuria, come quel posto abbia una valenza storica indiscussa.

Diverse testimonianze riportate da quanti (pochi) sono rimasti ancora in vita, e che hanno assistito o preso parte alle riprese come comparse, e attinte dalla biografia ufficiale dell’attrice svedese, raccontano di un momento magico vissuto dagli isolani all’arrivo della troupe a Stromboli e, soprattutto, di tanti gesti di concreta generosità che la Bergam destinò alla gente del posto, che viveva sostanzialmente di pesca (all'epoca vi contavano circa 370 abitanti e nell case, secondo quanto riportato mancavano pure i servizi igienici).
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