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La Palermo dark di "Atlas Obscura": il sito dei misteri racconta 7 posti da scoprire

Un itinerario che molti palermitani conoscono ma che forse è utile per chi ancora non ha visitato la città: tra i luoghi consigliati c'è la Galleria delle Vittorie

Balarm
La redazione
  • 28 marzo 2018

La Galleria delle Vittore di via Maqueda a Palermo

Scopire sette luoghi inusuali e nascosti della città di Palermo: questo lo scopo della pagina che il sito internazionale di viaggi "oscuri" dedica alla città.

Il sito si chiama "Atlas Obscura" e tra il Santuario di Santa Rosalia a Monte Pellegrino e le Catacombe dei Cappuccini racconta della Galleria delle Vittorie: un antesignano centro commerciale al coperto di epoca fascista che è chiuso ormai da tempo.

Inaugurata nel 1935, la Galleria delle Vittorie fu costruita in via Maqueda secondo lo stile delle altre gallerie commerciali del Paese, dopo un successo inziale, ha finito per rimanere abbandonata fin dagli anni Settanta.

La Galleria ha quattro ingressi, ognuno dei quali è arricchito e decorato dagli affreschi di quattro "vittorie" italiane, per lo più della prima Guerra mondiale e della guerra in Etiopia.

Da queste porte, chiuse a chiave e fasciate da nastri che vietano l'ingresso, si può intravedere quella che deve essere stata una splendida area commerciale al chiuso con pavimenti a mosaico e un soffitto di vetro.



Il porticato centrale è da tempo in uno stato di degrado avanzato, tuttavia, gli edifici che circondano il centro ospitano ancora appartamenti e alberghi.

Sono stati diversi i momenti in cui cittadini e associazioni si sono impegnati per riqualificare l'edificio abbandonato ma nessuna delle iniziative si è conclusa felicemente.

Cosa c'è da sapere prima di andarci: la galleria è naturalmente chiusa al pubblico ma c'è chi entra per accedere agli appartamenti che fanno parte dello stabile, quindi è lecito chiedere "permesso" ed entrare insieme a loro. In ogni caso, è possibile vedere facilmente attraverso le porte d'ingresso.

Gli altri luoghi segnalati dal sito sono appunto il monastero dei Cappuccini con le catacombe, il Santuario di Santa Rosalia, la Cappella Palatina, il castello della Zisa, palazzo Chiaramonte (lo Steri), ma anche la caserma dei Vigili del Fuoco: struttura commissionata e completata al culmine dell'era fascista negli anni Trenta.

È un esempio dell'estetica Art Deco che ha dominato i progetti del team di architetti di Mussolini e presenta una torre monolitica e vari ornamenti rettilinei e curvilinei che sono tipici dello stile dell'epoca.
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