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La prima donna massona sposò un siciliano: Florence Trevelyan, tra le nobili più influenti

Nel suo principesco palazzo fu realizzato, in perfetto stile neo-classico, un tempio che divenne la prima loggia massonica di Taormina: la "Rinascimento". Di certo la sua fu una vita fuori dal comune

Balarm
La redazione
  • 27 settembre 2021

Il busto di Florence Trevelyan nel Giardino Pubblico di Taormina (foto di Andrea Jakomin)

C'è una donna che ha lasciato il segno in Sicilia (e non solo), stiamo parlando di Florence Trevelyan, nobildonna inglese che sposò, il 13 luglio 1890, l’allora sindaco di Taormina, Salvatore Cacciola.

La famiglia è tutt’ora proprietaria della splendida Isola Bella, perla tra le bellezze di Taormina.

Nata ad Hallington nel 1852, da una nobile famiglia inglese fu l'unica figlia sopravvissuta di Lord Spencer Trevelyan, figlio a sua volta del barone John Trevelyan e di Lady Maria dei baroni di Wilson, prima cugina della Regina Vittoria.

Rimasta ben presto orfana era stata allevata alla corte della Regina Vittoria che nel 1861 era rimasta vedova; allora si ritirò nella campagna scozzese a Balmoral, prendendo con sé a corte Florence, che vi rimase fino ai suoi 27 anni.

Al compimento di questo compleanno fu "invitata" a lasciare l'Inghilterra per un lungo viaggio che durò trenta mesi insieme alla cugina; al ritorno in Inghilterra ebbe appena due giorni per organizzare la partenza definitiva dal Regno Unito.



Cominciò così un viaggio senza meta precisa che la portò in India, Australia, Birmania, Magreb fino a giungere in Sicilia, a Taormina nella fattispecie. Vi giunse nel 1884 e nel luglio del 1890, sposò il sindaco, un luminare della scienza medica, il ricco filantropo Salvatore Cacciola, dal quale ebbe l'unico figlio Edoardo morto, come sua sorella Edith, durante il parto.

Interrotti definitivamente tutti i contatti con i parenti e affini inglesi si adoperò nel nutrire un affettuoso rapporto con il ricchissimo marito: insieme comprarono infatti 87 lotti di terreno e vecchie casette di pescatori, dove si trova l'attuale Giardino Pubblico con le caratteristiche fantasiose costruzioni in stile orientale.

Tra gli acquisti che segnarono la loro storia, e anche quella di Taormina, quello relativo alla famosa Isola Bella, comperata alla modica cifra, si fa per dire all’epoca, di 5.700 lire dall'ex sindaco di Taormina, Ciprioti.

Questa donna, che in fin dei conti era cresciuta in una corte, seppe costruire intorno a sé una serie di rapporti importanti: ospitò nella principesca villa del marito e nel suo splendido giardino che chiamava "Hallinghton siculo" le persone più importanti dell'epoca in visita a Taormina.

Tra queste il Kaiser Guglielmo II di Germania, lo Zar Nicola II, Edoardo VII (ma solo dopo la morte della madre, la regina Vittoria), il principe Vittorio Emanuele III, la principessa Amelia di Orleàns regina del Portogallo, la contessa Mazzarino, donna Franca Florio, donna Tina Whitaker, oltre ad artisti e letterati come Oscar Wilde, Guido Gozzano (che si ispirò a lei per la stesura del romanzo Alcina), Nietzsche e Gabriele D'Annunzio contribuendo così a far conoscere Taormina fra i personaggi illustri del tempo.

Figura di spicco, conosciuta in tutto il mondo, seppe far parlare di sè.

Era appassionata di teatro e del bel canto, tanto da inventare i così detti les tableaux vivants (i quadri viventi), esportando anche in Sicilia la tradizione delle sfilate dei carri in fiori. Si accostò profondamente alle scienze esoteriche, fu una delle prime donne ammesse alla massoneria mondiale, alla botanica e all’ornitologa.

Nel suo principesco palazzo fu realizzata dal marito, per lei, un tempio in perfetto stile neoclassico, che divenne la prima loggia massonica di Taormina, chiamata la “Rinascimento”.

Sulla sua morte le notizie sono controverse: si racconta che morì di polmonite per aver fatto dei bagni a casa nella vasca ricolma di acqua gelida di mare, secondo altre informazioni tramandate oralmente, si dice che fu avvelenata dal marito. Alla sua morte si fece seppellire nella montagna più alta che circonda Taormina, a Castelmola, definito per questo evento il monte “ra francisi" (a quel tempo i siciliani chiamavano "francisi" tutti gli stranieri).

Dalla sua dimora, al centro di Taormina, accanto al Teatro Greco, fino al luogo della sua sepoltura Florence fu accompagnata da una corte di pastori che suonavano le cornamusa siciliane che a lei facevano ricordare le sue cornamuse scozzese.

Nel testamento, inoltre, obbligò gli eredi a non costruire mai in "Hallington Siculo” e all'Isola Bella e a non cacciare nelle sue vaste proprietà; oltre ad accogliere e curare gli uccellini ed i cani come aveva fatto lei.

Un suo busto bronzeo, infine, si trova al centro del suo giardino che divenne, alla morte del marito Salvatore Cacciola, dopo una serie di passaggi, il Giardino Pubblico di Taormina.
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