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La "sorella" della Cuba di Palermo: dov'è il monumento nazionale di Santa Domenica

Vi portiamo in una delle meraviglie monumentali più suggestivo del territorio di Castiglione di Sicilia: un edificio religioso di mirabile bellezza architettonica

Livio Grasso
Archeologo
  • 21 luglio 2023

La Cuba di Santa Domenica a Castiglione di Sicilia

Indubbiamente, la chiesa di Santa Domenica rientra tra le meraviglie monumentali più suggestive del territorio che comprende Castiglione di Sicilia, piccolo borgo sito in provincia di Catania.

Soprannominata dai più con il termine “Cuba”, si tratta di un edificio religioso di mirabile bellezza architettonica.

Le cube erano originariamente dotate di una pianta quadrata a croce greca, un ambiente centrale, una cupola e tre absidi. Non per nulla, in virtù della tripartizione absidale, erano anche denominate “tricore”.

Da tempo, il complesso religioso di Santa Domenica è stato oggetto di numerosi studi ed approfondimenti. Tuttavia, a causa della perdita di preziose fonti documentali, ricostruirne la storia edilizia e cultuale risulta essere un compito arduo per gli studiosi

Siamo, comunque, a conoscenza che fu dedicata all’omonima martire greca, giustiziata a Nicomedia durante la terribile persecuzione di Diocleziano.

Ad ogni modo, nel 1909, la maestosa struttura è stata elevata al grado di “Monumento nazionale”. Il prestigioso riconoscimento, avvenuto anche per merito dello studioso Sebastiano Agati, deriva sia dalla particolarità del prospetto che dall’inestimabile patrimonio culturale di cui è espressione.
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Fu proprio Agati a ravvisare una somiglianza strutturale con la chiesa dei “ Santi Pietro e Paolo” di Forza d’Agrò. Infatti, tuttora, rientra nel novero dei monumenti più iconici d’Italia.

Quanto alla datazione storica del complesso di culto, sussistono molteplici teorie. Alcune ipotesi pregresse supponevano che risalisse al periodo bizantino. Ciò malgrado, indagini recenti propendono per una collocazione cronologica che oscilla tra il X e l’XI secolo.

Quest’ultimo lasso temporale, come ben si saprà, coincide con la dominazione araba in Sicilia e con l’arrivo dei Normanni sull’isola medesima. In ogni caso, suscita particolare ammirazione l’architettura del “fabbricato religioso”.

Rivestito di roccia calcarea e pietra lavica, testimonia un chiaro ed evidente utilizzo dei prodotti vulcanici dell’Etna. A prima vista, la “facies” attuale rimanda al classico rudere. Ripartito in due ordini, in basso è costituito da un poderoso ingresso ad arco; ai lati, per di più, si scorgono altri due archi di minori dimensioni.

In alto, si stagliano una coppia di finestre e una trifora. In principio, a giudizio di alcuni ricercatori, la facciata era inquadrata da un nartece. Con relativa probabilità, esso ricopriva la funzione di accogliere catecumeni e penitenti.

Gli ambienti interni, a seguito di alcune perlustrazioni in loco, erano probabilmente abbelliti da una moltitudine di affreschi raffiguranti svariati simboli del Cristianesimo. Ad oggi, purtroppo, nessuno di essi è rimasto intatto.

All’interno è, altresì, possibile ammirare dei vani a forma di croce greca che, a loro volta, si articolano in tre navate separate da quattro pilastri qaudrangolari.

Tale composizione, in più, genera un'incantevole sequenza di arcate e finestre da cui filtra la luce solare. Difatti, in conformità della prassi ortodossa, la chiesa fu edificata secondo un orientamento rivolto a est. Non passa in secondo piano la cupola centrale, impreziosita da volte a crociera.

In definitiva, la Cuba di Santa Domenica è l’esemplare più rappresentativo della Sicilia orientale. A conferma di ciò, il grande interesse manifestato nel corso degli anni da scrittori, viaggiatori stranieri ed esperti d’arte.
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