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Lì dove avvenne il miracolo "del canuzzo": a Palermo c'è una chiesa sospesa nel nulla

Il suo campanile svetta ancora verso l'alto su via Montepellegrino. Scopriamo la storia di una chiesa dal triste destino che per anni ha accompagnato la vita dei residenti

Giusi Lombardo
Cercatrice di monumenti
  • 26 maggio 2020

Il campanile della Chiesa Jesus Parvulo (foto Facebook)

Il piccolo e coraggioso campanile della chiesa comunemente chiamata "del Bambino" svetta ancora verso l'alto come per ricordare, a chi transita in via Montepellegrino, i tempi in cui i rintocchi delle sue campane risuonavano nel quartiere palermitano, accompagnando la vita quotidiana dei residenti dal mattino alla sera e scandendo i momenti festosi e tristi delle celebrazioni religiose.

Con un po' di sforzo e attenzione sulla facciata del tempio si legge ancora l'epigrafe "Jesu Parvulo" (dedicato a Gesù Bambino) e l'anno dell'ultima ristrutturazione "Anno Domini MDCCCXCV" (anno del Signore 1895). Mi sarebbe piaciuto visitare questa chiesa ai tempi del suo splendore, quando la venerazione popolare per il culto del suo titolo ed il legame con i residenti erano così forti da denominare tutta la zona "Bamminu".

Ma purtroppo essa ha avuto un triste destino, malgrado la sua origine sia dovuta tradizionalmente ad un fatto miracoloso che suscitò nei fedeli un forte sentimento di venerazione. Si racconta che nel XV secolo in questi luoghi, in cui si scavava la calcarenite per uso edile, una bambina fu vittima di un tragico episodio, cadendo accidentalmente in una grotta in cui si apriva un pozzo profondo.



I latrati di avvertimento di un cagnolino furono però immediati e così la bimba fu tratta subito in salvo, ma non dava segni di vita. La madre disperata allora si rivolse a Pietro Geremia (poi Beato), predicatore domenicano al quale già allora si attribuiva l'intercessione per l'ottenimento di miracoli.

Egli, che si trovava nel suo convento di S. Cita, chiese che gli fosse condotta la bimba e, dopo aver pregato tanto, finalmente la piccola riprese i sensi. Per grazia ricevuta fu dunque costruito un altare nella grotticella, che venne denominata "del canuzzo", in memoria dell'intervento del cane al fine del miracoloso salvataggio.

Poi, ancor prima del Settecento, l'altare divenne una cappella e vi ebbe inizio il culto di Gesù Bambino, protettore di tutti i bimbi. Già a quel tempo la cappella era sottoelevata rispetto al piano stradale, ma la si poteva raggiungere attraverso una scalinata in ciottoli che si trovava nel piccolo giardino che la precedeva. Pare che la cappella fosse il punto iniziale per l'acchianata a Monte Pellegrino.

In seguito, nel 1895, la cappella venne ingrandita e abbellita, realizzando un altare a marmi mischi nella parte della grotta, in cui si trovava un settecentesco dipinto su ardesia che rappresentava Gesù Bambino con un angelo. Fu rifatta la facciata con il campanile, vi furono portati degli altari barocchi di altre chiese demolite per il risanamento del centro storico e vi furono poste due belle acquasantiere marmoree.

Ma già negli anni Cinquanta del secolo scorso la chiesa risultava chiusa al culto e l'abbandono le fu fatale. Saccheggiata, danneggiata e colma di rifiuti, il colpo di grazia avvenne nel 1990, quando risultò ancora più abbassata per via del rifacimento di via Montepellegrino a causa dei Mondiali di calcio, che fece sparire perfino il giardinetto antistante.

Anche il fatto di trovarsi internamente all'area del mercato ortofrutticolo la rende praticamente come prigioniera, similmente al vicino palazzetto ottocentesco dei padri bocconisti, anch'esso abbandonato. La sorte di questa chiesa è ormai segnata.

Posta sotto sequestro perché pericolante, nessuno degli interventi per il suo restauro proposti dalla Curia, che ne è proprietaria, è stato messo in atto. Si sta perdendo inesorabilmente una testimonianza di devozione che pare affievolirsi pian piano, fino a quando svanirà del tutto.
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