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"Byte into an Apple": addio al visionario Steve Jobs

Balarm
La redazione
  • 6 ottobre 2011

Forse anche noi di Balarm non saremmo qua se non ci fosse stata la filosofia di vita della piccola mela della Apple. Forse, anzi sicuramente, non saremmo qua se negli anni Novanta non fosse stata vinta la scommessa della grande rete. Steve Jobs, fondatore della Apple e inventore del Macintosh, dell’iPhone e dell’iPod è morto questa notte dopo una lunga malattia. Pioniere dell’industria digitale la sua visione del mondo ha cambiato il futuro di milioni di persone. Ha inventato, è vero, ma soprattutto ha dettato legge nel modo di vedere certe cose. Dagli mp3 agli iPod, dagli smartphone agli iPhone i suoi prodotti sono diventati un’icona che negli anni si è stretta intorno alla mela morsicata. Omaggio alla casa discografica dei Beatles, ai vegetariani, a Newton e agli esperimenti di gravità, riconoscimento all’informatico Alan Turing oppure, più semplicemente, un gioco di parole che prende l’unità di misura del Byte e lo trasforma in Bite. “Byte into an Apple”, un gioco di parole, un mito, un’intuizione, che vive a partire dal logo.

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