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Dall'Uk a Palermo: un giovane designer lancia il marchio "Disappear"

Un giovane fotografo che ha scoperto di saper lavorare il cuoio assolutamente per caso e che oggi ha un marchio tutto suo di prodotti fatti a mano

  • 8 maggio 2017

Pietro Motisi

"Disappear", che letteralmente significa ‘scomparire’ e il cui logo è rappresentato una piccola pera, nasce una sera d’inverno del 2011 proprio in Galles come progetto di etichetta indipendente per pubblicazioni fotografiche.

E il cuore, la mente e il braccio del progetto "Disappear" è Pietro Motisi, palermitano di nascita che ha studiato fotografia in Galles dove, nel 2012, ha preso la laurea alla UWN (University of Wales, Newport) per il corso Documentary Photography.

Oggi artigiano per circostanza e non per titoli, il giovane fotografo ha scoperto di saper lavorare il cuoio assolutamente per caso. Realizzata una tracolla in cuoio per uso strettamente personale e da quella prima borsa, portata in giro per le strade della città, cominciano ad arrivare anche i primi apprezzamenti e le prime richieste di realizzazione di prodotti simili.

«Fino ad allora non avevo mai pensato di poter toccare del cuoio per lavorarlo e realizzarci qualcosa - racconta Pietro Motisi - ma la commistione di ingredienti, come il non avere un soldo in tasca, il possedere una certa manualità e la strana richiesta di un ragazzo di farne una per lui a cui io risposi, inspiegabilmente, ‘si’, costituirono la prima scintilla del mio lavoro come artigiano e designer, facendo finire su borse e accessori quella piccola pera».



Da quel momento "Disappear" si afferma, inconsapevolmente, come fashion brand: cuoio e pellami rigorosamente made in Italy, alternati a trame in cotone o in fibra naturale, prodotti che esaltano la personalità e l’individualismo e che risultano pensati per rispondere a determinate esigenze della vita quotidiana, come il camminare per sentieri in montagna, l’andare al mare o, più semplicemente, al lavoro.

I modelli inizialmente si ispiravano a qualcosa che già esisteva: uno zaino. Ma la singolarità di queste creazioni artigianali si coglie nel non semplice intento di coniugare la funzionalità del quotidiano con un impatto estetico assolutamente lineare e minimal.

La parola d’ordine è "personalizzare": rivisitando le linee e le forme di un classico zaino e apportando semplici variazioni pensate appositamente per soddisfare le più banali esigenze pratiche e quotidiane, ecco che i dettagli personali rendono anche il più tradizionale degli zaini, un pezzo unico e originale.

Borse ed accessori fatti a mano nel pieno rispetto della tradizione artigianale e con la massima cura per i particolari, il che fa dei prodotti Disappear dei pezzi assolutamente unici e di tendenza.

Una vera relazione sentimentale e viscerale quella del giovane designer con il cuoio: «Esiste un rapporto molto antico tra l’uomo e la pelle di animale - spiega - e questa cosa si traduce nel piacere di quella sensazione che si prova indossandolo e che, naturalmente al di là di questioni etiche, riportano a qualcosa di atavico, di originario, di essenziale».

Partendo da una base estetica, le variazioni funzionali dei vari pezzi sono calibrate in relazione ai momenti pratici della vita quotidiana di ciascuno di noi, come andare in ufficio, camminare sotto la pioggia, in montagna o anche piccoli oggetti fatti a propria immagine e comodità, come portatabacco.

"Disappear" è sicuramente un prodotto che non guarda alla massa ma che esalta la personalità e l’individualismo. I pezzi infatti sono disponibili su richiesta e i social network sono la principale piattaforma di contatto: gli utenti possono vedere i lavori e i modelli tra gli album fotografici ed essere aggiornati sui lifestyles che di volta in volta sono suggeriti, spesso dagli stessi possessori di una borsa fatta a mano da Motisi.

Innamorato della sua terra, alla fine Pietro è tornato in Sicilia. «Scelgo Palermo ogni giorno – racconta l'artigiano – perché credo sia il posto perfetto e finché continueremo a voltare le spalle al mare nessun palermitano se ne renderà m conto».
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