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Pirrotta e i Darianton al Nuovo Montervergini

Maria Teresa de Sanctis
Attrice, regista teatrale e scrittrice
  • 7 novembre 2005

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I toni sono quelli della festa, non c’è che dire, e lo conferma l’atmosfera del suggestivo spazio Nuovo Montervergini di Palermo (piazza Montevergini), sempre viva ed animata dalle tante presenze che hanno affollato le serate (ma anche le notti all’Atelier) della rassegna "Palermo Teatro Festival", giunta ormai a più di metà del suo percorso. E vediamo allora quali sono i prossimi due appuntamenti, con i Darianton prima, e cioè Dario Ferrari e Antonella Lombardino, e con Vincenzo Pirrotta poi. Una ritualità aspra ed essenziale, alle radici del teatro, è quel che troviamo nello spettacolo dei Darianton, in scena il 9 e 10 novembre, dal titolo “Skatò - Tragedia in un atto e unica scena”, scritto, diretto e interpretato dai due attori (loro anche la produzione). Il testo qui ha la valenza di un rito nel quale si conferma un’ipotesi di lavoro che vede il teatro come luogo nel quale la comunità affronta i propri dubbi e il corpo dell’attore è l’unica scena possibile. In una sorta di nero poema epico animato da una miscela esplosiva di invenzioni vocali e temi narrativi, l’attore, con la propria scrittura del corpo, conduce verso un’altra dimensione umana nella quale, smuovendo ritmicamente il linguaggio, le parole si fanno carne. Skatò, parola greco – salentina che significa sterco, è quel che rappresenta la pièce, un libro le cui pagine esplorano quella quotidiana follia che tutti conoscono ma che nessuno dichiara, nella quale si consuma l’epopea del vigliacco che cede a compromessi, che danneggia sé stesso e l’umanità quando non riesce a misurarsi altrimenti con l’ingiusto marchingegno della società, atto a schiacciare i più savi esseri esistenti sulla terra. Dopo un giorno di pausa, ecco in scena, il 12 e 13 novembre, Vincenzo Pirrotta con “Malalunanuova”, uno spettacolo da lui ideato, scritto ed interpretato, in prima nazionale (con musiche di Emanuele Esposito eseguite in scena dallo stesso autore, alla chitarra acustica e armonica, insieme con Giovanni Parrinello, percussioni, Francesco Petti, chitarra elettrica, e Emanuele Figliola, fisarmonica, luci di Luciano Sessa, scenografie di Giuseppina Maurizi, una produzione dell’associazione Frontisterion).



“Malaluna”, è uno spazio reale solo in apparenza, un luogo dell’anima che offre l’opportunità di girare per Palermo, giungere fino al cuore della città e quindi raccontarla in una sorta di “concerto per voce sola”, dove la voce, possente ed espressiva di Vincenzo Pirrotta, canta sulle note di una musica, composta da Eamnuele Esposito, per una piccola orchestra metropolitana. Racconti duri che, all’insegna delle emozioni più vere e senza falsi stereotipi, inducono a riflessioni poetiche sulla città e il suo hinterland. Una straziata musicalità, insieme con le risonanze arcaiche, la lingua e i ritmi dolci e aspri nello stesso tempo, disegna con estrema sincerità il profilo variegato e contorto di una realtà “sconcia, slabbrata e brutale” e l’umanità periferica e marginale che in questa realtà si muove. Un’umanità che mai come oggi è in cerca di qualcuno che ne voglia portare in luce le alterne e dolorose vicende. Ancora una volta la notevole espressività, nella voce e nella fisicità, di Vincenzo Pirrotta, coniuga la forza dei toni e colori del mediterraneo con i caratteri popolari riuscendo a rendere in musica le speranze umiliate sotto forma poetica. Come sempre, tutti gli spettacoli hanno inizio alle ore 21, il costo del biglietto è 5 euro, al botteghino del teatro sin dalle ore 20, oppure in prevendita al Box Office presso Ricordi Media Store in via Cavour 133. Inoltre per la sezione “La città si racconta: note, versi, immagini”, presso l’Atelier Montevergini l’11 novembre alle ore 22.30 (ingresso libero) Salvo Cuccia e Domenico Sciajno presentano la performance ideata e diretta da Salvo Cuccia dal titolo “Specular cities in the northern southern emispheres”. Per ulteriori informazioni è consultabile il sito www.palermoteatrofestival.com.

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