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Una storia infinita: cala ancora il sipario sul Pub Ballarò

Il Pub Ballarò chiude nuovamente i battenti a causa della mancata agibilità del locale. Fra sviste e polemiche, ancora una volta vacilla la legalità nel quartiere

Nicoletta Fersini
Giornalista e Fotografa
  • 14 aprile 2016

Ci sono storie che non smettono di stupirci, come il caso del Pub Ballarò di Palermo. Situato nel cuore del centro storico del capoluogo siciliano – al civico 14 di via Nunzio Nasi – chiude i battenti lo scorso 17 marzo, appena un mese e mezzo dopo la partecipata inaugurazione di fine gennaio.

Si legge sulla pagina Facebook che il locale è chiuso per manutenzione straordinaria. Però emerge che gli imprenditori della cooperativa antiracket "Insieme si può", che hanno ottenuto il bene sequestrato in gestione dal Tribunale, hanno deciso di abbassare le saracinesche – ci si augura momentaneamente – per via di un problema di agibilità.

Si, perché la struttura è in regola come magazzino, non come pub. Che di agibilità non si sia parlato nei sette anni della vecchia gestione-Nicchi, non ci lascia di certo sbalorditi.

Sorprende, invece, che un dettaglio del genere non sia emerso negli scorsi mesi, quando si sono predisposte tutte le carte e la documentazione necessarie per procedere all’apertura.

Addolorata e sopresa è l'intera cooperativa cui è affidata la gestione del pub, che si ritrova ad affrontare l’ennesima avversità. Al momento il Tribunale ha sequestrato l’attività commerciale e si prevedono tempi molto lunghi per risolvere la questione che coinvolgerà direttamente le due anziane signore da sempre proprietarie dell’immobile.

Fa riflettere e discutere il fatto che siano stati criticati anche gli stessi membri della cooperativa, rimproverati per aver forse ecceduto nel pompare l’operazione di promozione del pub. Fa riflettere il fatto che le istituzioni locali non sembrino essere capaci di prendere le redini di situazioni particolari.

Quelle situazioni riscontrabili in territori e zone della città a rischio, quartieri che nascondo una grande bellezza ma che contengono un microcosmo nocivo, pronto a risucchiare le energie positive.

Al di là delle polemiche, possiamo soltanto augurarci che questa possa essere l’ennesima possibilità di riscatto, un’ulteriore dimostrazione del fatto che promuovere la legalità dove l’illegalità è cementificata sia possibile.

Possiamo augurarci che la bella Ballarò, la Ballarò delle iniziative culturali e multiculturali, dei colori e della positività possa superare anche questa difficoltà e, ancora una volta, uscirne forte e più sicura.

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