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Non fiori ma opere "da bere": dal 1925 il Mimosa è il cocktail delle occasioni speciali

Il connubio succo d’arancia-champagne mette d’accordo un po’ tutti dal quando al Ritz di Parigi lo fecero per la prima volta: parliamone l'8 marzo, giorno del(la) Mimosa

  • 8 marzo 2019

È il fiore che più di nessun altro rende omaggio alla donna, è una torta golosa dove il pan di spagna sbriciolato in superficie ricorda proprio i suoi fiori, ma Mimosa è anche il nome di un cocktail, non a caso di colore giallo intenso, ospite immancabile di brunch e rinfreschi e di tutte quelle occasioni in cui la voglia brindare va a braccetto con quella di contenere il tasso alcolico.

Leggero, frizzante, colorato e beverino è così che il connubio succo d’arancia-champagne mette d’accordo un po’ tutti da generazioni.

Il giallo intenso che traspare dai flute ghiacciati non può che evocare il colore dell’inebriante ed iconico fiore dal profumo inconfondibile che l’8 marzo si respira nell’aria invadendo le case e le strade di soffici pallini gialli.

Sappiamo poco sul come e sul perché questo cocktail abbia avuto origine e non ci sono storie fantastiche alle sue spalle, quello che abbiamo sono poche ma buone certezze. Sappiamo che è un cugino di primo grado dei sofisticati cocktail in flute Bellini e Rossini, preparati rispettivamente con pesche e fragole fresche frullate con aggiunta di champagne.



Sappiamo pure che ha un fratello quasi gemello di qualche anno più vecchio, il Buck’s Fizz, chiamato così per il club londinese che gli ha dato origine nel 1921, che differisce da Mimosa per la diversa proporzione tra arancia e champagne.

Cocktail, il Buck’s Fizz, usato nei paesi britannici per la colazione del giorno di Natale o per combattere l’hangover post sbronza o magari per entrambe le situazioni quando coincidono.

E tra le poche certezze che di Mimosa si hanno, sappiamo che fece la sua prima apparizione nel 1925 a Parigi al bancone bar del Ritz Hotel, e da lì in poi venne servito negli hotel di lusso come benvenuto, nelle prime classi degli aerei per allietare il viaggio e nelle occasioni speciali come brindisi celebrativo diventando un grande ed intramontabile classico.

Esiste una variante del cocktail con il liquore Grand Marnier che prende il nome di Grand Mimosa.

Due cocktails parecchio simili, separati da una differenza così tanto sottile da poter essere considerati uno solo, pur avendo origini in città e anni diversi.

Sia il Buck’s Fizz che Mimosa appartengono alla grande famiglia dei Fizz, cocktails preparati con vino o acqua frizzanti. Sono cocktails leggeri e rinfrescanti, perfetti come aperitivo per accompagnare stuzzichini e finger food.

La ricetta del Mimosa è molto semplice e di sicuro le buone occasioni per preparalo non mancano: 7,5 cl di champagne o prosecco e 7,5 cl spremuta d’arancia fresca.

Versare in un flute ghiacciato il succo d’arancia, completare versando delicatamente lo champagne e guarnire con twist d’arancia.
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