SCUOLA E UNIVERSITÀ

HomeAttualitàScuola e Università

"Notte prima degli esami” per oltre 44mila siciliani: niente terza prova, si punta all'orale

E poi c'è chi, a una settimana dagli esami, continua a chiedersi come funziona davvero questa nuova Maturità. Le interviste agli studenti di Palermo

Giulia Ortaggio
Studentessa di Scienze della Comunicazione
  • 12 giugno 2026

Esami di maturità

C'è chi ripassa Pirandello. Chi punta su Svevo. Chi tiene aperti cinque gruppi WhatsApp diversi per capire se uscirà Verga o Pascoli.

E poi c'è chi, a una settimana dagli esami, continua a fare i conti con una domanda molto più pratica: come funziona davvero questa nuova Maturità? Il 18 giugno saranno 44.325 gli studenti chiamati alla prova di Italiano, il giorno successivo con la seconda prova.

Poi toccherà agli orali, che quest'anno sono la novità che più divide studenti e insegnanti. Più della metà arriva dai licei, che continuano a rappresentare il percorso più frequentato dell'Isola: Palermo e Catania continuano a concentrare il maggior numero di candidati con quasi 20 mila maturandi in due province e numeri in crescita rispetto allo scorso anno.

Come vi avevamo già anticipato, il più grande cambiamento è legato al colloquio orale. Il nuovo Esame di Stato ridefinisce la valutazione finale nel secondo ciclo di istruzione: restano confermate le due prove scritte, ma il colloquio orale assume un ruolo centrale e integrato. Sarà strutturato intorno a 4 discipline chiave, individuate da decreto ministeriale, e comprende anche l’analisi delle competenze acquisite in educazione civica e nelle esperienze scuola‑lavoro.

Per mesi, nelle classi, il problema non è stato tanto capire cosa studiare quanto capire cosa aspettarsi. Lo racconta uno studente del liceo classico Meli di Palermo: «È stata una maturità caratterizzata da un alone di incertezza. Molti dubbi sono stati chiariti soltanto negli ultimi giorni. Alla fine, il principio è sempre lo stesso, ma tutta questa confusione non ha aiutato nessuno».

Un'impressione condivisa anche da altri studenti, soprattutto per quanto riguarda il nuovo colloquio orale. Al liceo delle Scienze Umane Regina Margherita una maturanda racconta di vivere questi giorni «in maniera ansiosa».

Non è l'unica: l'indirizzo Scienze Umane porterà alla Maturità oltre 3.200 studenti siciliani: «La cosa che mi preoccupa di più è che il professore possa chiedere qualsiasi argomento del programma. Negli anni scorsi, con i collegamenti, c'era più possibilità di guidare il discorso».

Il punto che divide gli studenti è proprio questo. La rinuncia all'immagine classica di partenza e ai percorsi sviluppati da un'idea iniziale ha convinto alcuni e lasciato perplessi altri.

Una studentessa dello stesso istituto ammette di avere sentimenti contrastanti: «Mi rassicura il fatto che venga valorizzato il percorso scolastico dello studente - racconta -. In questi cinque anni ho scritto un libro, vinto un concorso di poesia, ottenuto una certificazione d'inglese e sono stata rappresentante d'istituto. Sapere che tutto questo conta mi dà sicurezza - poi aggiunge -. L'immagine iniziale permetteva di costruire i collegamenti in modo personale. Avrei mantenuto quella parte».

Le stesse perplessità emergono anche al liceo classico Vittorio Emanuele II. Una studentessa del quinto anno definisce il nuovo esame «più contenutistico - spiegando che - prima c'era più spazio per i collegamenti interdisciplinari e per il ragionamento, mentre adesso si rischia di dover rispondere a domande molto specifiche su qualsiasi argomento svolto durante l'anno».

Non tutti però la vedono allo stesso modo. Tra gli oltre seimila maturandi dello Scientifico (che anche quest'anno resta l'indirizzo con il maggior numero di candidati in Sicilia) c'è chi considera il nuovo impianto più semplice.

Uno studente del liceo Benedetto Croce di Palermo racconta di vivere la settimana che precede gli esami con relativa tranquillità: «Per me è un esame più semplice rispetto a quelli del passato. Posso concentrarmi su quattro materie e organizzare meglio lo studio. L'ansia? Sinceramente poca. Più che altro c'è nostalgia».

Per lui il vantaggio è tutto lì: sapere in anticipo su quali materie concentrare la preparazione: «L'impressione è che anche i professori stiano ancora prendendo confidenza con le nuove modalità. Hanno seguito corsi di formazione e poi hanno spiegato tutto a noi».

Se c'è una prova che continua a preoccupare, però, è la seconda. Per lo stesso studente del Croce il vero punto interrogativo resta matematica: «In cinque anni non ho mai avuto un professore fisso. Abbiamo cambiato insegnante continuamente e senza una metodologia costante è difficile costruire una preparazione solida». Durante la simulazione è riuscito a completare i quesiti, ma i problemi sono rimasti quasi tutti in bianco: «Non sapevo letteralmente da dove iniziare».

Tra un ripasso e l'altro, però, c'è chi pensa già a quello che succederà dopo. Una studentessa del Regina Margherita racconta che la cosa più difficile non è l'esame: «A settembre non rivedrò più alcuni compagni e alcuni professori a cui ho lasciato il cuore. La mia professoressa di Italiano, per esempio, per me è stata una seconda mamma».

Ciò che continua a far discutere sono soprattutto le modalità dell’esame orale. C'è chi lo considera più semplice, chi rimpiange i vecchi collegamenti interdisciplinari e chi aspetta ancora di capire fino in fondo cosa accadrà davanti alla commissione. Come ironizza uno studente del liceo Benedetto Croce: «I professori hanno seguito un corso per capire le nuove modalità. Noi pure».
Ti è piaciuto questo articolo?
Seguici anche sui social
Iscriviti alla newsletter
Cliccando su "Iscriviti" confermo di aver preso visione dell'informativa sul trattamento dei dati.

LEGGI ANCHE