FOOD & WINE
Nuova DOP tra i prodotti siciliani: la new entry è la principessa dei formaggi da tavola
In totale il numero delle DOP/IGP siciliane nel sezione è salito a 33 e sono 5 i formaggi: Provola, il Ragusano, il Pecorino Siciliano, la Vastedda e il Piacentinu Ennese
la Provola dei Nebrodi
Dopo l'ufficilaità della registrazione all'interno della Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea, la principessa dei formaggi da tavola, la Provola dei Nebrodi, entra a tutti gli effetti nel registro DOP, ovvero dei prodotti di Denominazione di Origine Protetta.
La Provola dei Nebrodi - come si può apprendere dal disciplinare - si presenta nei tipi: fresca, semi-stagionata, stagionata, sfoglia e con Limone Verde; può essere commercializzata in forma intera, porzionata e se stagionata anche grattugiata; ed abbraccia 47 comuni di tre province, Enna, Catania e soprattutto Messina con ben 39 comuni all’attivo.
L'ingresso nelle DOP, oltre a sottlineare l'eccellenza in termini di qualità e produzione dei cibi, è il miglior veicolo di promozione dei territori in cui i prodotti vengono realizzati rispettando le antiche lavorazioni, che poi sono le depositarie delle tradizioni tramandate di generazione in generazione.
In totale, con questa nuova new entry, il numero delle DOP/IGP siciliane nel sezione "Food" è salito a 33 e a 5 il numero dei formaggi; oltre la Provola dei Nebrodi, ci sono il Ragusano, il Pecorino Siciliano, la Vastedda della Valle del Belice e il Piacentinu Ennese.
Secondo la tradizione la Provola dei Nebrodi nasce a Floresta, il borgo più alto di Sicilia nel cuore dei suggestivi paesaggi montani nebroidei, e si è poi diffusa nelle aree limitrofe; la peculiarità del prodotto, oltre a ricercarsi nell'arte e nell’esperienza dei casari, risiederebbe nelle essenze foraggere spontanee e coltivate nei pascoli locali.
La Provola dei Nebrodi - come si può apprendere dal disciplinare - si presenta nei tipi: fresca, semi-stagionata, stagionata, sfoglia e con Limone Verde; può essere commercializzata in forma intera, porzionata e se stagionata anche grattugiata; ed abbraccia 47 comuni di tre province, Enna, Catania e soprattutto Messina con ben 39 comuni all’attivo.
L'ingresso nelle DOP, oltre a sottlineare l'eccellenza in termini di qualità e produzione dei cibi, è il miglior veicolo di promozione dei territori in cui i prodotti vengono realizzati rispettando le antiche lavorazioni, che poi sono le depositarie delle tradizioni tramandate di generazione in generazione.
In totale, con questa nuova new entry, il numero delle DOP/IGP siciliane nel sezione "Food" è salito a 33 e a 5 il numero dei formaggi; oltre la Provola dei Nebrodi, ci sono il Ragusano, il Pecorino Siciliano, la Vastedda della Valle del Belice e il Piacentinu Ennese.
Secondo la tradizione la Provola dei Nebrodi nasce a Floresta, il borgo più alto di Sicilia nel cuore dei suggestivi paesaggi montani nebroidei, e si è poi diffusa nelle aree limitrofe; la peculiarità del prodotto, oltre a ricercarsi nell'arte e nell’esperienza dei casari, risiederebbe nelle essenze foraggere spontanee e coltivate nei pascoli locali.
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