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Per lavoro gira il mondo fino a Philadelphia: chi è Carmelo, un siciliano "di mare aperto"

Negli anni trascorsi a bordo delle navi ha realizzato il sogno di viaggiare in Paesi sempre diversi, un bisogno quasi fisiologico da isolano e da figlio di un capitano

Sara Abello
Giornalista
  • 22 marzo 2024

Carmelo Sant'Angelo

Vive a Philadelphia con la moglie Tiziana e la gatta diciannovenne Carmina, si dedica con diletto alla scrittura e ha una professione che è più facile fare che descrivere.

Scopriamo insieme la storia itinerante del "siciliano di mare aperto" Carmelo Sant’Angelo; perché si autodefinisca così lo scoprirete via via scorrendo il racconto della sua esperienza di vita...badate bene però, nessuno spot promozionale al tonno in scatola.

Carmelo nasce a Messina nel 1972, dopo il liceo si iscrive alla facoltà di giurisprudenza e poco dopo lascia l’isola per frequentare il corso per allievi ufficiali dell’Accademia Navale di Livorno.

Questa sua prima fase di formazione e poi di tirocinio in Marina si svolge tra la Toscana e la Sicilia, dove prosegue gli studi conciliandoli con il lavoro fino al raggiungimento dei traguardi prefissati.

Si laurea e abilita all’esercizio delle professioni forensi dopo aver svolto il suo periodo di pratica in un illustre studio legale catanese...è lì che inizia quella che negli anni si rivelerà ben più di una passione per la scrittura.
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In quel periodo infatti dà il suo contributo alla stesura di un manuale che rappresenterà la sua prima esperienza nel mondo dell’editoria.

Considerato lo spoiler sul corso in Marina avrete capito che Carmelo lavora per il Ministero della Difesa e, più precisamente, collabora in sinergia con l’Ambasciata italiana di Washington per garantire il supporto logistico alle unità navali italiane.

Vive a Philadelphia perché è lì che batte il cuore della logistica navale americana. Durante la sua carriera in Marina ha svolto servizio negli uffici a terra, nelle basi di Messina, Catania, Augusta e Roma, ed è stato imbarcato sulle Unità Navali di stanza nella sede di La Spezia.

Ha trascorso cinque anni a bordo durante i quali ha realizzato il suo sogno di viaggiare per il mondo, un bisogno quasi fisiologico da isolano e da figlio di un capitano di lungo corso della Marina mercantile.

Ha potuto così visitare l’America Latina con Argentina, Brasile e Venezuela; la costa atlantica degli Stati Uniti e del Canada; il medio oriente con Oman, Qatar ed Emirati Arabi Uniti; il sud est asiatico con India, Sri Lanka e Indonesia; varie isole come Bermuda, Azzorre, Canarie e Creta e, immancabili, i porti mediterranei africani e greci. Un pizzico di invidia?!

Considerate che era per lavoro però... . E sempre per lavoro in questi anni si è abituato a vivere in città diverse dalle quali spostarsi periodicamente in base alla destinazione scelta per lui.

Da quando ha sposato Tiziana nel 2012 anche i traslochi sono diventati più semplici e tutti e tre, Carmelo, Tiziana e la gatta certosina Carmina, che già il nome preannuncia aver una bella personalità, nel 2020 hanno vissuto il più recente dei loro spostamenti, quello alla volta di Philadelphia.

Vivere negli Stati Uniti è per Carmelo un’esperienza entusiasmante, anche se l’arrivo è stato costellato di problemi burocratici.

Erroneamente pensiamo che sia un luogo in cui tutto sia efficiente e, soprattutto, con una burocrazia snella o, smart, come direbbero loro. In realtà, anche lì si può rimanere imbrigliati nelle famigerate “pastoie” che gli hanno complicato i primi mesi di vita americana.

Superata questa prima fase, l’esperienza si è da subito mostrata estremamente positiva.

I Sant’Angelo vivono in una classica villetta americana con il consueto backyard, il giardino sul retro per il barbecue o, come piace a noi, “le arrustute” del weekend con gli amici.

E con una nutrita comunità di italoamericani hanno del resto fatto amicizia: giovani ricercatori, professori universitari, ristoratori, impiegati, elettricisti...un gruppo variegato che gli ha fatto toccare con mano quanto gli italiani siano apprezzati negli Usa.

La nostra nazionalità, grazie a chi li ha preceduti negli Stati Uniti, lavorando davvero sodo per la crescita del paese, rappresenta oggi un valore aggiunto di cui andare fieri.

In questi anni inoltre Carmelo ha vissuto le giuste circostanze che lo hanno portato a sviluppare una buona opinione degli americani finora incontrati: persone gentili, premurose, con un grande spirito di solidarietà e di collaborazione.

«Il loro spirito è rimasto quello tratteggiato da Tocqueville nella sua lucida analisi della neonata democrazia americana - sottolinea Carmelo per descrivere questa popolazione che lo ha subito accolto - Gli Americani non si accontentano di una rappresentanza politica generale, ma hanno ben compreso che è necessario dare vita politica a ogni singola parte del territorio, in modo da moltiplicare le occasioni dei cittadini di agire insieme».

Un senso di comunità, l’associazionismo, l’agire collettivo sono il vero volano della democrazia che probabilmente in Europa non abbiamo ancora compreso fino in fondo.

L’altra dote che Carmelo ammira in questo popolo è l’enorme valore attribuito al tempo, e a quello da trascorrere con la propria famiglia ancor di più. Soprattutto in Italia tendiamo a vivere per lavorare, finendo poi con lo sprecare gran parte delle nostre vite.

Negli Stati Uniti, una cosa che Carmelo ha certamente imparato è invece la loro attitudine a lavorare per vivere, eliminando tutto ciò che si rivela superfluo. Questo atteggiamento diametralmente opposto al nostro si ripercuote inevitabilmente nel mondo del lavoro che appare sicuramente più sano là che su questo versante dell’oceano.

Ovviamente, come dice Carmelo che è un uomo abituato ad osservare con attenzione e spirito giustamente critico ciò che lo circonda, non è tutto oro ciò che luccica...Philadelphia è una bellissima città, ma con grandi problemi di criminalità e di droga. Non molto tempo fa ha soffiato a Chicago il triste podio di morti ammazzati.

Il dato veramente preoccupante è che nella stragrande maggioranza dei casi, gli autori di questi gesti estremi abbiano al massimo quindici anni.

Adolescenti che possono acquistare una pistola al mercato nero con poco più di venti dollari. Quella della detenzione di armi è una tematica da sempre tanto discussa ma apparentemente irrisolvibile, governo dopo governo. Con tutti i suoi pregi e altrettanti difetti, l’America non è e non sarà casa per Carmelo però.

«La valigia sul letto è quella di un lungo viaggio» - cantava Iglesias senior, e del resto sono ormai quasi trent’anni, ben oltre la metà della sua vita, che Carmelo viaggia e, tra pochi mesi e dopo quattro anni, rifarà le valigie per tornare in Italia.

La destinazione non si sa ancora, ma Carmelo e Tiziana sono ormai abituati a questa routine inusuale per i più. Anche la moglie è come lui di origine messinese e il loro percorso è accomunato dagli studi in giurisprudenza. Tiziana poi, nella sua scelta di seguire il marito nella sua professione "itinerante", è riuscita a conciliare anche il suo lavoro di insegnante nelle scuole superiori.

Una parte della vita di Carmelo che meriterebbe una pagina a sè è quella dedicata alla scrittura perchè, sebbene io stessa mi sia chiesta quando trovi il tempo, in questi anni è riuscito a trasformare quello che per altri sarebbe stato un bell’hobby, in un prezioso strumento attraverso il quale esprimersi.

La scrittura del resto è comunicazione, è espressione dell’urgenza di condividere qualcosa con gli altri. E nel caso di Carmelo è figlia di una "passione madre": la lettura.

Particolare predilezione è quella che nutre per gli scrittori siciliani che, per affinità culturale, riesce ad apprezzare mggiormente. Questa voglia di scrivere e di condividere con gli altri il punto di vista sulla realtà che lo circonda è stato per Carmelo anche lo strumento che ha tenuto viva la connessione con la Sicilia in questi anni di lontananza.

Proprio nel suo libro "La Prova del Nove" ha anteposto una citazione di Georges Simenon che chiarisce il suo pensiero: «Noi non scriviamo per tutti, ma per ognuno dei nostri lettori, e ognuno deve sentirsi coinvolto».

Così è del resto. Si scrive per aprire il proprio mondo verso gli altri e chi legge vi entra con passo leggero, o almeno così si spera, rispecchiandosi in quelle pagine, sentendosi personalmente coinvolto. È questo che ci spinge a prendere penna o tastiera in mano.

E nel caso di Carmelo la sua scrittura si muove nel mondo dei gialli...cosa aspettarsi da un uomo che ha navigato per il mondo con curiosa attenzione verso l’altro, verso i luoghi, verso le differenti culture che lo hanno stimolato in passato e continuano instancabilmente a muoverlo oggi?

Una scrittura scorrevole e avvincente che conquista e fa compiere un tuffo al lettore tra le righe delle sue pagine, per proseguire con le metafore di mare. E il legame ancestrale e passionale con la nostra Sicilia è intensamente presente nei suoi due libri.

In Sicilia Carmelo, Tiziana e Carmina sono tornati tutte le volte che se ne è presentata l’occasione. Prima del trasferimento a Philadelphia hanno vissuto cinque anni a Roma e, data la "vicinanza", riuscivano mensilmente a trascorrere qualche giorno sull’isola per regalarsi una pausa che gli facesse godere le bellezze della nostra terra.

Tra qualche mese i Sant’Angelo rientreranno in Italia e tutto ricomincerà ciclicamente in una nuova città, sempre con i costanti stimoli e la sana curiosità che muovono questa famiglia a rigenerarsi costantemente in luoghi differenti nei quali trovare una propria dimensione di vita sana.
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