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Per Montalbano arriva l'ultimo capitolo: con "Riccardino" Andrea Camilleri saluta i lettori

Del libro, inedito, verrà pubblicata anche un’edizione speciale in cui vengono presentate entrambe le versioni del romanzo, quella del 2005 e quella definitiva voluta da Camilleri

Rosa Guttilla
Giornalista
  • 14 luglio 2020

Andrea Camilleri e Luca Zingaretti

Fra qualche giorno il calendario segnerà il primo anniversario della scomparsa di Andrea Camilleri, l’uomo che indiscutibilmente negli ultimi anni è stato simbolo della più bella e significativa sicilianità.

Il 17 luglio del 2019 lo scrittore ci lasciò ma solo formalmente ci viene da dire perchè, a parte quelle eccezionale incursione in Tv di cui non abbiamo più potuto godere, la sua presenza, a vario titolo, ci ha accompagnato sempre in questi mesi.

Dalle repliche di Montalbano, alle proiezioni al cinema delle nuove puntate sulle storie del commissario più famoso, passando per il sostegno a distanza all’Ospedale Spallanzani di Roma, durante il lockdown, con l’offerta messa a disposizione dalla casa editrice Sellerio dell’ audioracconto ‘I Duellanti‘, letto dalla voce dello stesso scrittore di Porto Empedocle.

Insomma il 'grande e saggio nonno' che tutti abbiamo amato e continuiamo a sentire accanto a noi in fondo non ci ha mai lasciati. E in occasione del primo anniversario, il 16 luglio 2020, uscirà nelle librerie l'inedito Riccardino, l’episodio finale del grande romanzo di Montalbano, edito da Sellerio.



Facciamo un passo indietro: nel 2005 Camilleri ha appena pubblicato "La luna di carta", sta lavorando alla successiva avventura della serie, ma in estate consegna a Elvira Sellerio un altro romanzo con protagonista il commissario Montalbano. Si intitola Riccardino appunto ma l’accordo è che verrà pubblicato poi, un domani indefinito, si sa solo che sarà l’ultimo romanzo della saga Montalbano.

Passano 11 anni, siamo nel 2016, durante i quali sono usciti 15 libri di Montalbano e lo scrittore siciliano sente l’esigenza di riprendere quel romanzo, che è venuta l’ora di «sistemarlo».

Nulla cambia nella trama ma solo nella lingua che nel frattempo si è evoluta; nemmeno il titolo, che allora considerava provvisorio, muta e Riccardino, in soistanza, mette fine a un dilemma che aveva affollato la mente dello scrittore.

Racconta Andrea Camilleri in una vecchia intervista che a un certo punto si era posto il problema della «serialità» dei suoi romanzi, dilemma comune a molti scrittori di noir, che aveva risolto decidendo di fare invecchiare il suo commissario insieme al calendario, con tutti i mutamenti che ciò avrebbe comportato, del personaggio e dei tempi che man mano avrebbe vissuto.

Ma poi, aggiunge, «mi sono pure posto un problema scaramantico». I suoi due amici scrittori di gialli, Izzo e Manuel Vázquez Montálban, che volevano liberarsi dei loro personaggi, alla fine erano morti prima di loro. Allora «mi sono fatto venire un’altra idea trovando in un certo senso la soluzione».

Ecco: la soluzione la scopriranno i suoi tantissimi affezionati lettori proprio in Riccardino.

Di questo libro verrà pubblicata anche un’edizione speciale in cui vengono presentate entrambe le versioni del romanzo, quella del 2005 e quella definitiva. Il lettore potrà così seguire i mutamenti della lingua individuale, unica, inventata da Andrea Camilleri e la sua evoluzione nel corso del tempo.
Una sperimentazione alla quale lo scrittore teneva moltissimo e che viene resa così evidente dal confronto tra le due versioni.

Stupisce sempre e comunque Camilleri, ricordato in questi giorni anche dallo scrittore, fresco del riconoscimento del Premio Strega, Sandro Veronesi che così lo definisce: «Un gigante. Uno di quelli che riuscivano ad andare più veloce di tutti: è come nel nuoto pinnato, se ce l’hai batti gli altri. Ce l’hanno i maggiori giallisti e consente di avere velocità e di realizzare traiettorie altrimenti impossibili».

E chissà che in futuro non arrivi un qualche altro regalo da lassù firmato Camilleri.

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