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Quando pensi di avere visto tutto la Sicilia ti stupisce: l'angolo nascosto nel noto borgo

È un "passaggio" obbligato, una tappa da non perdere. A pochi chilometri da Pachino è diventata nel tempo una meta di massa. Ma riserva ancora sorprese

Salvatore Di Chiara
Ragioniere e appassionato di storia
  • 2 aprile 2024

Il borgo di Marzamemi

I dati parlano chiaro, Marzamemi è uno dei luoghi più visitati della Sicilia. Ogni anno, puntualmente, sono migliaia i turisti che decidono di toccare con mano il borgo dei pescatori.

È un "passaggio" obbligato, una tappa da non perdere. A pochi chilometri da Pachino e non lontano da Noto, è diventata nel tempo una meta di massa. In rete si possono trovare tutte le informazioni possibili per osservare da vicino la bellezza di un luogo conosciuto nel mondo.

L’itinerario tracciato si snoda tra le stradine strette fino a raggiungere le "massime" attrazioni da non perdere. Il punto di riferimento è la tonnara, tra le più antiche della Sicilia. Anche il Palazzo di Villadorata, le chiese, la Fossa e Balata (porticcioli) e le isole sono i tesori "gelosamente" custoditi.

Una volta giunti nella piazza Regina Margherita subentra l’ispirazione fotografica. Lo scenario mette a dura prova l’attenzione e la ricerca dello scatto migliore.
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Per molti (può) rappresentare l'ultima visita per chiudere il cerchio e invece, bastano alcuni passi per regalarsi una "chicca" imperdibile. A pochi metri di distanza si entra nell'angolo del "silenzio".

La mente si lascia trasportare dall’immaginazione storica. Sono tante e controverse le origini del nome: definizioni, derivazioni e leggende tramandate dagli antichi e riprese dagli storici. Tutto è offuscato dai contenuti perché si mescolano ai profumi del sale (prodotti un tempo nelle saline) e dei vini (conservati nei magazzini).

Il percorso, lungo, è iniziato nel 1600 durante la dominazione spagnola. Successivamente, nel 1655, i territori vennero ceduti al barone Simone Calascibetta di Piazza Armerina.

Intanto il mare termina la corsa sugli scogli. È un frastuono, un passaggio dovuto che conduce dritti alla prima metà del 1800. Inizia da quel momento la "storia contemporanea" del piccolo borgo.

Nel gioco delle illusioni si odono le voci provenire dalla tonnara. Sono i lavoratori del tonno salato e sott’olio. Per anni è stato il fulcro dell’economia di una provincia in grande fermento.

Fino al 1943 quando, causa secondo conflitto mondiale, l’intera area venne "mitragliata" dalla RAF. Cala il sipario storico e si ritorna alla realtà, quella ambientale e panoramica. Lo sguardo volge verso l’orizzonte, quello ricco di sfumature.

Il balconcino "inquadra" e divide in due il paesaggio. Da un lato il ritmo incessante dei venti che provengono da Capo Passero. A 8,5 km circa - in prossimità dell’Isola delle Correnti - si incontrano i due mari: il Mediterraneo e lo Ionio. La corrente trasporta le sue acque “passando” per Marzamemi.

È un riflesso di colori intensi. Dall’altro versante gli occhi afferrano gli orizzonti di Vendicari ed Eloro. La natura è l’unica e vera protagonista indiscussa dell’angolo "silenzioso".

I segni, tangibili, sono visibili ovunque. Anche la ringhiera "arrugginita" è fonte di discussione. Chissà quante volte il mare - nei suoi momenti di rabbia - ha superato gli ostacoli raggiungendo la stessa (ringhiera). Ostacoli rappresentati dagli scogli, appuntiti, con forme geometriche "scalene". Ecco spuntare un’imbarcazione nel mezzo dell’immensità.

Prova a impadronirsi della natura non riuscendoci. Il quadro è delineato nei suoi particolari. "Eppure le cose più belle partono dagli angoli". Un aforismo, poche parole, un pensiero spesso non afferrato dai viaggiatori.

Quante volte ci soffermiamo a contemplare l’arte, l’archeologia e le architetture dimenticando la natura con i suoi effetti speciali e… gli angoli da scoprire.
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