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Recupera la sua storica Fiat e fa "rivivere" don Giuggino: il nonno gelatiere di Modica

Leonardo Baglieri, cresciuto con i gelati di don Giugginu, e gelatiere di professione da 20 anni, ha riportato in vita la storica Fiat 127 che portò il gelato ambulante a Modica

Rosa Guttilla
Giornalista
  • 19 maggio 2021

Leonardo Baglieri e la Fiat 127 di Don Giuggino a Modica

Tra storia e tradizione siciliana sono tanti i ricordi che custodiamo e che, nel cambio generazionale, rischiano di perdersi.

C’è una figura che rientra pienamente in questa descrizione e che risponde al nome d’arte - ora vi diremo di quale arte si tratta - di don Giugginu, al secolo Giorgio Di Rosa, per tutti il celeberrimo “uomo del gelato”.

L’angolo della Sicilia che per quattro decenni ha goduto, nel palato ma anche nello spirito, della figura di don Giugginu, uomo di cuore e molto simpatico, è Modica.

Fu lui, nel 1954, a distribuire, per la prima volta, in ogni angolo della cittadina il gelato porta a porta.

Cominciò dapprima a piedi, portando a spalla delle carrapine immerse in salamoia, per evitare lo scioglimento del gelato; poi prese una bicicletta, per muoversi più agilmente.

Seguì l’impiego di una motocicletta dell’epoca fino al 1976, che segnò il "matrimonio" con la sua Francesca, una Fiat 127, compagna fedele nella distribuzione del gelato fino al 2018, quando don Giugginu è morto, all’età di 86 anni.



Presente ogni giorno, in ogni vicolo o ricorrenza ufficiale, la scomparsa di don Giugginu è stata per tutti la perdita di una persona di famiglia.

Chiunque, in diverse generazioni, ha distinto, nel tempo, il richiamo, e dunque la presenza del gelato in arrivo attraverso un fischietto, all’inizio, o con l’altoparlante montato sulla Fiat 127, in seguito.

Non solo gelati ma anche granite, sempre disponibili anche per i bambini che, in alcuni casi, non avevano come pagare. Insomma don Giugginu ha scritto la storia di Modica che ricorda, con comprensibile nostalgia, anche le particolarità di alcune proposte.

In particolare ci riferiamo al gelato "tutti gusti", mix che veniva fuori dall’uso di una singola palettina per tutti i gusti appunto (che alla fine si mischiavano) e il cosiddetto "cono da passeggio", cioè un cono di cialda croccante, con una pallina di legato ricoperta di cioccolato. Delizia introdotta a Modica proprio da don Giugginu.

Dalla scomparsa di questa persona, considerata ormai il nonno di tutti, Modica, da sempre legata alle tradizioni, e tutti i modicani hanno sentito un grande vuoto.

Tra questi Leonardo Baglieri, cresciuto con i gelati di don Giugginu, e gelatiere di professione da circa vent’anni.

«La perdita di don Giugginu è stata un trauma per tutti, senza esagerare. Lo scorso autunno, poi, mentre eravamo fortemente minacciati dalla pandemia mi sono detto che avrei dovuto fare qualcosa per rilanciare la mia attività e per non perdere una tradizione con cui sono cresciuti molti di noi qui a Modica.

Insieme a mia moglie, Giusi Sabellini, mi sono lanciato nella grande impresa di recuperare la storica Fiat 127 e di rimetterla su strada.

Ho contattato la famiglia che, dopo un primo momento di smarrimento, ha voluto conoscerci meglio, giustamente, comprendendo che volevano far rivivere la tradizione di don Giugginu.

Insomma si sono fidati di noi, ci hanno venduto la macchina e, dai primi di novembre 2020, agli inizi di maggio, abbiamo rimesso a nuovo la mitica Francesca».

Come da tradizione, quindi, già dalla prossima domenica, così come faceva il suo predecessore, la Fiat 127 riporterà di nuovo il gelato ambulante, tra i tanti posti, anche a Marina di Modica.

«Siamo praticamente pronti a ripartire, pieni di entusiasmo e gioia per il traguardo raggiunto; non è stato facile rimettere a nuovo la macchina che era malconcia, ma se si crede in un sogno questo diventa realtà.

Appena ho fatto un giro in città tutti hanno avuto un sobbalzo al cuore, ricordando don Giugginu e manifestandomi grande apprezzamento per la mia iniziativa.

Sto pensando, anche, di inserire un nuovo gusto tra quelli che già produciamo, dedicato proprio a don Giugginu e poi di rimettere in produzione lo storico e tradizionale cono da passeggio modicano».
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