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Sei sulle vette più antiche della Sicilia: un giro tra i 6 borghi (da fiaba) sopra Palermo

Non lontano dal capoluogo siciliano si apre uno scenario unico, esaltato dalla bellezza dei colori della natura e dal fascino storico di castelli e dimore nobiliari

Salvatore Di Chiara
Ragioniere e appassionato di storia
  • 28 gennaio 2024

Santa Maria del Loreto a Petralia Soprana

«C’è un grande bosco ricco di alberi [..]». Come nelle più belle favole, anche in questo caso, il racconto del Parco delle Madonie regala tracce magiche arricchite da personaggi, caratteristiche e oggetti che assumono sembianze fiabesche.

Non lontano dal capoluogo e, all’interno del territorio palermitano, si apre uno scenario dove montagne, distese verdi e clima caratterizzano quotidianamente il paesaggio madonita. Nei suoi 39.341 ettari circa, ogni spazio è esaltato dalla bellezza dei colori che lo contraddistinguono.

Il viaggio verso le “grandi altezze” può avere inizio. I visitatori possono adoperarsi nella scelta - personale - di luoghi e sentieri. Il parco si distribuisce su diversi comuni che, ubicati in posizioni differenti, hanno sfruttato alla perfezione la collocazione.

Alcuni di essi, come Sclafani Bagni, mantengono una posizione defilata, quasi “di distacco” dal resto della provincia. Le “due” Petralie hanno aggiunto la “praticità” della natura incastonata tra paesaggi che cambiano pelle durante le stagioni. Dal bianco invernale alla primavera fiorita fino all’estate calda e secca.
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La “Soprana” è stata eletta come borgo più bello d'Italia, mentre Gangi ha conquistato virtualmente un posto al sole grazie alla premiazione come Borgo d’Italia nel 2014. Senza dimenticare della bellissima Cefalù. Un controsenso? No!

È l’inizio di un lungo percorso che si addentra nel “corpo centrale” dell’impianto naturalistico. Gli itinerari si concentrano su diversi aspetti e custodiscono tesori dal valore inestimabile. Alcuni (escursionisti) provano a toccare con mano le vette più importanti della Sicilia (tolta l’Etna) che raggiungono quasi i duemila metri di altezza. Sono le più antiche della regione e risalgono al Triassico medio-superiore.

I percorsi si districano tra medie difficoltà, volte magari alla ricerca di un pagliaio. Queste vecchie costruzioni in pietra, paglia e legno - utilizzate dai pastori come rifugio o trasformazione del latte in formaggio, nel tempo sono sparite quasi completamente. Piano Cervi, Farina e Sempria sono i “posti” dove rimangono le uniche tracce esistenti.

I sentieri “montanari” sono spettacolari e danno vita a panorami che “acchiappano” immagini di una Sicilia multicolore. Pizzo Carbonara con i suoi 1979 metri rappresenta la seconda vetta più alta della regione dove, dalla cima, si ammirano l’Etna, le Isole Eolie e dall’altro versante anche i Sicani e il Mar d’Africa.

Gli appassionati della neve si esaltano con Piano Battaglia e Piano Zucchi.

Le “sinfonie” ambientali continuano con il Bosco degli agrifogli giganti (alberi secolari fino a 400 anni), il Lago Mandria del Conte (bacino artificiale) e le Gole del Tiberio (canyon). Si cammina all’interno di una fauna sparpagliata tra boschi, garighe, cespuglieti e pascoli ricchi di piante erbacee e arbustive.

I casi particolari sono rappresentati dall’abete (una trentina di esemplari circa) e astragalo dei Nebrodi. Come mai? Un tempo, molto lontano, per Nebrodi si intendevano le Madonie.

I monti sono anche l’habitat del lino, una pianta curiosa presente anche nei Balcani. In mezzo alla vegetazione è possibile, chissà, imbattersi in un elenco (impossibile da stilare) di mammiferi, anfibi, rettili e uccelli presenti. Tra specie protette e rare, magari è possibile incontrare il cinghiale, il daino, la lepre italica o delle farfalle diurne.

Tra uno spiraglio e l’altro ecco spuntare i meravigliosi borghi siciliani. Minuscoli concentrati di abitazioni che incuriosiscono anche da lontano. I comuni madoniti sono medievali, tra forti relazioni storiche e aneddoti di paisi.

Inizia il secondo percorso immersi nei castelli e contenuti sia artistici che architettonici. Lo spazio è dedicato alle dimore nobiliari dei feudatari che gestivano i propri terreni. Quello meglio conservato è il Castello dei Ventimiglia di Castelbuono (spicca al suo interno la Cappella Palatina realizzata da Giuseppe e Giacomo Serpotta).

Un’altra struttura, seppur ridotta a ruderi, è il castello costruito in cima a una rupe nei pressi di Pollina. Allo splendore della “vita di corte” si unisce il percorso artistico, quello che vede protagonista Antonello Gagini con i suoi capolavori scultorei. È un itinerario racchiuso in sei comuni (Polizzi Generosa, le due Petralie, Gangi, Geraci Siculo e Pollina).

Perchè non continuare la visita con le opere dello Zoppo Giuseppe Salerno? Tra Gangi, Polizzi Generosa e le due Petralie non si possono quantificare il numero di tele realizzate. A questi, senza togliere nulla, si potrebbero unire i “giri” dedicati a Frate Umile e Gaspare Vezzano.

La stanchezza, tanta, può essere sconfitta dalle prelibatezze culinarie che caratterizzano la cucina del posto. Dai primi piatti fino ai dolci è una carrellata di intrepide pietanze che meritano di essere gustate.

Il fascino madonita è degno di un viaggio dalle mille sfaccettature. Nel bel mezzo delle emozioni le sorprese “rubano” il ruolo di vero e assoluto protagonista.

Provare per credere!
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