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"Senzatarì e il sogno della Merica": nel libro di Gianluca Tantillo la Sicilia com'era e com'è

Una saga familiare che racconta, tra verità e ironia, la vita nell'isola. Tra chi lotta per restare e chi immagina di andare via. Un'immersione moderna in una storia antica

Balarm
La redazione
  • 15 settembre 2022

Gianluca Tantillo con il suo libro "Senzatarì e il sogno della Merica"

Non è Aci Trezza ma Trabia, non c’è la “casa del Nespolo” ma di nespole ce ne sono tante. E anche storie di pesca dei tonni e di ottimi spaghetti.

Se appare dissacrante accostare Gianluca Tantillo a Giovanni Verga è solo perché è il suo stesso stile di scrittura a definirlo tale. E il suo ultimo libro SenzaTarì e il sogno della Merica, edito nel 2022 da "I Buoni cugini" ne è la prova.

Divertente e ironico, Tantillo riesce a raccontare qualsiasi storia in modo puntuale e curioso, trovando sempre la sua personalissima chiave di lettura.

Non si sa quanto di autobiografico ci sia in questa sua ultima fatica, ma è certo che il libro è ambientato a Trabia, a pochi chilometri da Palermo, dove l'autore vive.

Qui ci hanno sempre abitato gli Schiera, conosciuti con la ‘nciuria, o che italianizzar si voglia soprannome, di “Senzatarì”. Lavoratori, fondamentalmente onesti, anche se un po’ pazzigni e di malocarattere.
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Sembra che questa linea debba mantenersi per sempre, quando a metà degli anni ‘70, Antonino, l’ultimo dei Senzatarì, esce completamente fuori razza.

«Talmente disgraziato, talmente scalognato, talmente senza né arte né parte - racconta Tantillo - da fare rivoltare nella tomba suo nonno Peppino e suo padre Rosario». Perennemente senza lavoro e combinato come uno "scappato di casa", Antonino, campa alla giornata un colpo qua e colpo là.

Non possiede niente, se non una bella moglie, il figlioletto Filippo e una casa scarrupata ereditata dai nonni, «di cui però manco può dirsi padrone – aggiunge - perché invasa da quella “cosa vecchia” della signora suocera e dai cognati, uno meglio dell’altro, che mangiano e bevono a sbafo».

L’unica anima pia a cui fa pena è mastro Ercole, il puparo del paese, che ogni tanto gli regala una carta da 10 mila lire. Qui entra in gioco la Merica e le storie che gli racconta sempre sulla terra dei sogni, che ad Antonino pare così lontana che nemmeno esiste. A questo punto la svolta, che ovviamente non riveliamo.

Vi basta sapere che proprio nel momento più nero della sua vita, quando l'ultima soluzione sembra essere quella «di prendere la rincorsa e partire di testa contro l’unico chiodo sano che è rimasto nelle pareti di casa», accade un evento che gli cambierà la vita per sempre. Il problema è che tra il dire e il fare assai ce ne passa.

Non vi resta che scoprire cosa farà Antonino con i suoi sogni e il desiderio di raggiungere un luogo che forse non è poi così lontano.

Il volume è illustrato da Daniela Verduci, e curato da Ivo Tiberio Ginevra. Costa 19,00 euro ed è acquistabile online su Amazon, sul sito della Feltrinelli, o ancora su Ibs.it e sul sito della casa editrice.
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