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Si sa, in Sicilia per "i Morti" si fa festa: cosa accade a Catania, tra tradizioni, regali e dolci

Sebbene negli ultimi anni sembri che Halloween stia prendendo il sopravvento, soprattutto tra i giovani, la festa tradizionale dei morti resta partecipata e apprezzata

Salvina Elisa Cutuli
Giornalista, guida museale, insegnante di danza
  • 29 ottobre 2021

Rame di Napoli (ricetta e foto di Ionella Milici Maurici su fb)

La notte tra l’1 e il 2 novembre (anche) a Catania si festeggia l’arrivo dei propri defunti cari che, secondo la tradizione, portano doni ai bambini. La festa dei morti ha origini antichissime e si contraddistingue anche per alcune specialità dolciarie tipiche di questo periodo dell’anno.

In ogni parte del mondo si contano tantissime feste e tradizioni legate al culto di morti. In Sicilia si tratta di una ricorrenza molto sentita, dalle origini antichissime, che si celebra il 2 di novembre. Sebbene negli ultimi anni sembri che Halloween stia prendendo il sopravvento, soprattutto tra i giovani, la festa tradizionale dei morti resta partecipata e apprezzata. In realtà le due ricorrenze non sono poi così tanto diverse.

L’origine sembra essere abbastanza comune, infatti la festa di Ognissanti non nasce con il cattolicesimo. Dobbiamo andare indietro al tempo dei Celti, quando si divideva l’anno in due fasi, quella del risveglio della natura che avveniva a maggio e quella dell’inizio del letargo e della fine delle attività agricole che avveniva proprio a novembre. Questo momento coincideva con il giorno in cui la separazione che divideva il mondo dei vivi da quello dei morti era più sottile.



Con l’imporsi del cattolicesimo, le due tradizioni vennero integrate dando vita così alla festa di Tutti i Santi ad opera di papa Bonifacio IV fissata inizialmente al 16 maggio. Con papa Gregorio IV la data fu spostata al primo di novembre e il giorno successivo venne istituita la festa dei morti, un giorno dedicato al culto dei defunti.

In Sicilia, a parte una leggere vena malinconica, presenta le caratteristiche tipiche di una ricorrenza allegra con regali, dolci tipici e mercatini.

A Catania, ad esempio, tutti gli anni si svolge la fiera dei morti in cui si è soliti acquistare i dolci e i giocattoli che verrano donati ai bambini durante la notte tra l’1 e il 2 novembre. Secondo l’usanza più comune si nascondevano i regali, che le anime dei defunti avevano lasciato in dono ritornando per poco tra i vivi, per far divertire i bambini.

Lo scriveva anche Camilleri «dopo un sonno agitato ci svegliavamo all’alba per andare alla cerca. Perché i morti avevano voglia di giocare con noi, di darci spasso, e perciò il cesto non lo rimettevano dove l’avevano trovato, ma andavano a nasconderlo accuratamente, bisognava cercarlo casa casa». La festa dei morti era una festa attesissima dai bambini, come oggi il Natale, era il momento perfetto per scambiarsi dolci e regali. Insieme ai doni, infatti, si lasciavano per casa anche vari dolci propri di questo periodo dell’anno.

Tra i tipici dolci ‘dei morti’ catanesi, il posto d’onore spetta alle Rame di Napoli, dette pure nucatoli, la cui origine sarebbe da far risalire al Regno delle due Sicilie. Un cuore morbido di cioccolato ricoperto di glassa al cacao e ripieno di marmellata di zucca, nutella oppure semplici. Una goduria senza fine!

Altro dolce tipico sono le ossa di morto, biscotti con una base scura e morbida e un guscio duro e chiaro che lo rende molto croccante, fatto con farina e zucchero. Si trova anche in altre zone della Sicilia, con nomi differenti.

Infine ci sono i ‘nzuddi con mandorla, arancia e cannella. Sono stati inventati dalle suore vincenziane di Catania. ‘Nzuddi, infatti, è l'abbreviazione del nome Vincenzo in dialetto siciliano.

Tradizione, paganesimo, cattolicesimo, doni e soprattutto dolci! Se vi trovate a Catania durante questo periodo dell’anno, sapete come festeggiare, tra un ricordo vivo dei propri cari e più di un morso di bontà! Provare per credere.
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