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Tanti auguri e figli maschi: in Sicilia trovati i primi nidi di tartaruga marina in spiaggia

Ad accorgersi delle tracce lasciate da "mamma tartaruga" è stato per primo, martedì pomeriggio, un fotografo russo giunto in Italia per un reportage sulla natura di Sicilia

  • 28 maggio 2020

Covid o non Covid, la natura è andata avanti: in una spiaggia del Ragusano sono stati infatti trovati i primi nidi di uova di tartarughe marine della stagione che, a sorpresa, sono apparsi nascosti nella sabbia in netto anticipo rispetto all’inizio ufficiale della nidificazione estiva, che in genere è atteso intorno alla metà del mese di giugno.

A annunciare la lieta notizia è stato il Wwf con un post pubblicato sul suo sito ufficiale dal quale si legge che: «Ad accorgersi delle tracce lasciate da "mamma tartaruga" è stato per primo, martedì pomeriggio, un fotografo russo, Valentin Eshpai, giunto in Italia per un reportage fotografico su natura e paesaggi della Sicilia e bloccato poi in Italia dalle misure restrittive per il Covid-19.

Il fotografo ha immediatamente segnalato la notizia agli attivisti Wwf di Pozzallo, grazie al cartello del progetto tartarughe posto all'ingresso della spiaggia di Randello e della omonima riserva naturale, tra Punta Braccetto e Scoglitti, comune di Ragusa».



Dopo essere stata allertata la rete tartarughe marine del Wwf e avvertita anche la capitaneria di porto, i nidi di Caretta Caretta hanno immediatamente ricevuto i soccorsi dei volontari e della biologa marina referente del progetto tartarughe Wwf, Oleana Prato, autorizzata all’ispezione dei nidi che ha confermato la presenza del nido e delle uova sotto lo strato di sabbia. In queste ore l’area verrà messa in sicurezza dal Corpo Forestale della Regione Siciliana.

Ma c’è di più perché, una volta arrivati sul posto, la sorpresa è stata doppia perché - come riportato sempre dal sito del Wwf - mentre si metteva in sicurezza il primo nido, sono state avvistate tracce anche di un secondo nido di uova di Caretta Caretta.

«Proprio mentre si svolgevano le operazioni, alla biologa marina e al marito, Mehdi Rami, cade l’occhio su quella che sembrava a tutti gli effetti una seconda traccia di deposizione a pochi metri di distanza, probabilmente avvenuta qualche giorno prima. Anche questo nido è stato verificato e messo in sicurezza con recinto e tabella».

Per il Wwf si tratta di una bellissima notizia che arriva con circa 3 settimane di anticipo e ora quindi non resta che aspettare i canonici 60-70 giorni per la schiusa delle uova.
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