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"Tunarrieddu, quaquaraqua e puddicino": con i soprannomi Palermo diventa uno zoo

Il nuovo video-racconto di Salvo Piparo, l'attore e cuntastorie palermitano che descrive con il suo stile ironico e irriverente i modi di dire e le usanze del dialetto palermitano

Salvo Piparo
Cuntastorie e narratore
  • 7 maggio 2020

A Palermo se sei sempre raffreddato sei un "Puddicino", chi non mantiene la parola è un "Quaquaraqua", chi imita gli altri è un "Pappagallo", chi è più in carne è invece un "Tunarrieddu" e così via. Più che in una città sembra di essere in un grande zoo.

Inizia così il nuovo video-racconto firmato da Salvo Piparo, l'attore e cuntastorie palermitano che descrive con il suo stile ironico e irriverente i modi di dire e le usanze del dialetto palermitano.

Questa volta al centro del capitolo 59 del suo Scordabolario (nonchè seconda puntata di Extrascordabolario) ci siamo "Noi, i Ragazzi dello Zoo di Palermo".

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