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"Un piccolo eroe": il ricordo di Giuseppe Liotta, medico ucciso dalla furia della natura

Travolto dal fango nei giorni di alluvione su Palermo: Giuseppe, morto mentre correva ad aiutare i bimbi dell'ospedale, è ricordato dagli amici e una strada avrà il suo nome

Alessia Rotolo
Giornalista
  • 8 novembre 2018

Giuseppe Liotta, in un ritratto diffuso dalle forze dell'ordine

Sarà intitolato a lui un reparto dell'ospedale a Corleone dove lavorava e anche una strada vicino alla sede dell'Ordine dei medici (villa Magnisi a Palermo), porterà il suo nome: il pediatra quarantenne Giuseppe Liotta verrà celebrato e ricordato per il suo percorso professionale ma anche nell'intimo delle case dei suoi amici più cari.

I funerali si svolgono sabato 10 novembre alle ore 11 nella chiesa di Mater Ecclesiae in piazza San Marino (viale Francia), a Palermo.

È stato ritrovato morto dopo quattro giorni di ricerca: durante i giorni e le notti di tempesta su Palermo, gli stessi che hanno visto la morte delle due famiglie a Casteldaccia, Giuseppe stava andando a lavorare "dai suoi bimbi".

Era partito nel tardo pomerggio ed è stato travolto dal fango e dalla potente pioggia: dopo diverse ore dalla sua scomparsa sono stati trovati i suoi pantaloni e poi è stata trovata una sua scarpa, infine il corpo senza vita a decine di chilometri di distanza dall'auto.

«Peppe era una persona buona, gentile, sempre sorridente, simpatica, semplice, altruista, educata, perbene, onesta» dice Marcello Capetta, un amico di vecchissima data.

«E non è cambiato nel corso degli anni. Non lo dico perché si parla sempre bene delle persone che ci lasciano - continua - era veramente così e amava il suo lavoro».

Per ricordare «il suo esempio di medico serio, preparato e scrupoloso» Antono Candela, commissario dell'Asp di Palermo, ha deciso di intitolargli il reparto di Pediatria dell’ospedale Dei Bianchi di Corleone.

«Non lo vedevo da un paio d'anni, ma al Galieo Galilei (un liceo scientifico di Palermo) lo ricordano in molti - continua Marcello - si giocava anche a pallavolo insieme. Che tristezza».

Tristezza e lutto anche per i medici di Palermo che alla notizia della morte del collega inviano un abbraccio forte alla famiglia, a cui intendono offrire anche un aiuto reale per i momenti difficili che dovrà affrontare insieme alla grave perdita.

Giuseppe lascia infatti una moglie e due bambini: il Consliglio dell'Ordine dei Medici ha deciso di attivare una raccolta fondi in favore della famiglia e di sostenerla avviando tutte le agevolazioni previste dalla legge, a partire dall'accesso agli aiuti previsti dalla Fondazione Onaosi, che assiste in Italia gli orfani dei professionisti della sanità, a tutela del futuro dei figli, e ai sussidi che la Fondazione dell'Enpam mette a disposizione per gli studi e le prestazioni assistenziali degli orfani dei medici e della famiglia.

«Un piccolo eroe - dice ancora l'amico Marcello - Mi viene in mente una frase di Bertold Brecht: "Una nazione si può ritenere felice se non ha bisogno di eroi».

«Se lo stato funzionasse - conclude - dovrebbe impedire queste tragedie mettendo in sicurezza il territorio, una volta e per tutte. E invece, si aspetta sempre la morte successiva per tornare a parlarne, senza agire».

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