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Una performer che stuzzica Palermo: così Marta "spoglia" il Burlesque (dai pregiudizi)

Ama il pubblico americano, tra New York, Chicago, San Francisco, San Diego, Los Angeles, luoghi che ha visitato assiduamente e dove si è esibita

Valentina Frinchi
Freelance in comunicazione e spettacolo
  • 29 novembre 2023

Marta Bonura

«Da bambina sono stata sempre molto differente dai miei amichetti». Marta Bonura, conosciuta dai più come Petite Cherie, palermitana, classe '84, si racconta così: «Gli altri preferivano giocare mentre io preferivo andare a guardare i film d'epoca».

Infatti Marylin Monroe, Rita Hayworth, Betty Page saranno le icone della sua infanzia. «In un film d'epoca mi attraeva l'ambiente, il mood, l'atmosfera» aggiunge Marta. Anche i film "muti" erano i suoi preferiti. «Il primo film muto che ho visto è stato "Metropolis"» un film di fantascienza del '27.

A casa di Marta si respirava un ambiente del tutto diverso rispetto a quello che era il suo "ideale". «A casa mia c'era un'aria tranquilla e un'atmosfera molto rilassata ma avevo un rapporto molto particolare con la mia nonna materna, la nonna Angela».

Quella nonna le insegnerà a truccarsi. «Restavo incantata quando nonna Angela si metteva davanti la toelettina per passarsi il rossetto "rosso"».
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Quel rossetto aveva una tonalità molto accesa, un bel rosso fuoco con un profumo indimenticabile. Quella bambina era affascinata dal "modo" con cui la nonna passava il rossetto nelle sue labbra. La nonna di Marta aveva delle labbra molto carnose, per truccarle non occorreva la matita che delineasse il contorno, solo rossetto rosso appunto.

«Mia nonna era una donna molto sofisticata, aveva un corpo meraviglioso, ricordo che si sedeva davanti lo specchio, prendeva quel rossetto con l'astuccio dorato e lo passava con un'eleganza tale che non ho mai visto fare a nessuno». Una nonna quindi fonte di ispirazione per una donna che oggi è una performer Burlesque.

Frequenterà l'Istituto d'Arte di Palermo perchè amante della pittura. Caravaggio e Klimt saranno i suoi pittori preferiti e nei loro dipinti del "realismo" l'attenzione di Marta si soffermerà in alcune donne raffigurate anche se la bellezza di quei prototipi non era corrispondente allo stile dei nostri tempi.

Non appena maggiorenne si trasferirà a Roma e Milano per fare i primi corsi di Burlesque appena nati in Italia. Del resto, proprio i film d'epoca contenevano degli "sketch" di Burlesque dove gli occhi di quella bambina si soffermarono e non solo per un momento. «Il primo Libro che ho letto è stato un libro che mia nonna teneva nel comodino».

Era una biografia di Gypsy Rose Lee, un'artista di burlesque degli anni '40. Marta rimase invaghita del suo modo di performare mentre sciorinava canzoni d'epoca. «Era affascinante ma anche molto divertente» ricorda Marta, e mentre lo dice afferma che questa ha contribuito fortemente alla sua ispirazione "basica" iniseme a Marylin Monroe e la Marchesa Casati.

In Italia, si è cominciato a parlare di Burlesque nei primi anni '90 in notevole ritardo rispetto agli altri paesi.

«Il Burlesque è sia un miscuglio di arti performative, sia del "tease" ovvero "stuzzicare", "ammaliare" lo spettatore» racconta Marta Bonura. Gestualità ed espressioni facciali provocano un coinvolgimento psicologico prima e corporeo dopo. Le movenze del Burlesque, secondo Marta, possono somigliare molto al significato delle scene dei film muti.

Nel Nord Italia c'è una risposta al Burlesque del tutto diversa rispetto a quella delle altre zone italiane compresa Palermo che è una zona "nuova" per questo tipo di spettatori e di esibizione.

«Ho deciso di abbracciare questo mondo sia a livello lavorativo che culturale con le differenze sociali e le evoluzioni di ogni paese». Marta Bonura ama il pubblico americano, tra New York, Chicago, San Francisco, San Diego, Los Angeles, luoghi che ha visitato assiduamente con grande trasporto.

Lì ha incontrato la gente che ama lei e le sue performance di "classic burlesque" corrispondente, se vogliamo, alla performance - cabaret dei film anni '50 ambientati a Las Vegas.

Secondo Marta Bonura a Palermo sono passati dei messaggi culturali "sbagliati" nei confronti dell'arte del Burlesque su cui si sta cercando di lavorare.

«Se dovessi scegliere una città questa sarebbe Roma. Per me è la città più bella al mondo perchè lì il mondo moderno si mescola con l'antico». I romani, racconta Marta, sono molto aperti al Burlesque anche perchè a Roma vienne svolto un Festival Internazionale chiamato "Burlesque Caput Mundi Award".

Al momento Marta Bonura è tra le poche performer palermitane e su Palermo ha tanti sogni e progetti che al momento preferisce non svelare. È consapevole del fatto che possiede una grande responsabilità nel cercare di sradicare retaggi culturali che non hanno più ragione di esistere.
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