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L'aereo per "scendere" e altre creature mitologiche: cronache di emigrati italiani

Ogni anno, a metà a gennaio, un siciliano emigrato si sveglia, va sul sito della compagnia Santa Ryanair da Dublino e inizia a cercare i biglietti per scendere ad agosto

  • 13 agosto 2018

Ogni anno, a metà a gennaio, un siciliano emigrato si sveglia, va sul sito della sua compagnia aerea low-cost di fiducia e inizia a cercare i biglietti per scendere ad agosto.

Sa che dovrà correre più degli altri siciliani emigrati per trovare i biglietti a un prezzo decente, o comunque inferiore al costo dei suoi reni sul mercato nero degli organi in tempi di carestia.

Esperienza insegna che chi prima acquista meno spende, ragion per cui in questa lotta all’ultimo biglietto scontato vince sempre chi sa giocare d’anticipo.

È estremamente importante, però, stabilire con certezza quale sia il confine tra previdente saggezza e incurabile patologia, facendo bene attenzione a non attraversarlo mai.

Per dire: va benissimo acquistare a gennaio i biglietti per le vacanze d’agosto. Se però a Natale 2018 hai già nel cassetto i biglietti per Natale 2019 e non vedi l’ora che apra il check-in online, ecco, forse la situazione ti sta un po’ sfuggendo di mano.

Tra noi emigrati squattrinati, devoti non senza rimorsi a Santa Ryanair da Dublino e alla perenne ricerca del mitologico biglietto a 9.99, hanno anche iniziato a circolare strane leggende metropolitane.

Tipo che se ti colleghi al sito il martedì dopo pranzo navigando in incognito dal computer di tuo cugino puoi trovare i biglietti a prezzi stracciati.

Viceversa, se fai come tutti gli altri esseri umani e ti metti a cercare i biglietti nel momento in cui ne hai bisogno – toh! al massimo un mese prima – vox populi che mai non sbaglia dice che la Dea dei Biglietti Sottocosto ti punirà e sarà anche molto cattiva con te (oltre ad esserlo quotidianamente coi lavoratori sfruttati, ma questa è un’altra storia).

Trovandomi emigrata in una città in cui Ryanair detiene il monopolio dei collegamenti aerei con la Sicilia, mi sono adeguata alla legge del largo anticipo e ho passato l’ultima settimana a navigare in lungo e in largo sul sito gialloblu, alla paziente ricerca di un’offerta per Natale.

Ad un certo punto, navigando in incognito in un caldo martedì dopopranzo, ho trovato ciò che stavo cercando: 21 dicembre-6 gennaio, 48 euro andata e ritorno, viaggiando a orari umani (circostanza che non si verifica praticamente mai, i voli che costano meno sono sempre all’alba o a notte fonda).

Segue telefonata con il mio compagno per verificare che potesse prendere le ferie in quei giorni lì. Rimaniamo d’accordo per comprare i biglietti la sera stessa, io mi rimetto a lavorare pregando in cuor mio che la magia dello sconto non svanisse nel giro di 8 ore. Alla sera, la batosta: stesse date, stessi orari, ma 200 euro a persona.

Non mi capacito. Inizio a pensare che la leggenda della navigazione in incognito del martedì dopo pranzo non sia poi tanto una leggenda, quando sopraggiunge l’amara consapevolezza nemica di ogni illusione: i 48 euro andata e ritorno non me li ero sognata. Il problema è che avevo invertito le città di arrivo e partenza.

Al momento in cui scrivo, un viaggio Pisa–Palermo andata e ritorno nel periodo natalizio costa ancora 200 euro.

Se però volete venire a trascorrere le feste scattandovi selfie con la Torre Pendente potete approfittarne: vi costa meno il viaggio che un panettone artigianale di quelli buoni.

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