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L'armistizio di Cassibile dell'8 settembre 1943: uno dei grandi misteri della storia

È stato firmato in segreto in una contrada del siracusano dal Generale Giuseppe Castellano e da Walter Bedell Smith (futuro direttore della CIA): ecco cosa non quadra

  • 8 settembre 2018

Da sinistra, il Brigadiere Generale Kenneth Strong, il Generale Giuseppe Castellano, il Generale Walter Bedell Smith (futuro direttore della CIA) e il diplomatico Franco Montanari.

Il Giornale di Sicilia, traslocato a Roma dopo l’arrivo degli americani a Palermo il 22 luglio 1943, intitolerà la sua prima pagina del 10 settembre 1943 così: "Le ostilità sono cessate ieri con l’Inghilterra e gli Stati Uniti".

Per l’Italia la guerra è finita. L’armistizio di Cassibile è entrato in vigore l’8 settembre del 1943 mettendo così fine alla guerra per milioni d’italiani sparsi nel mondo sui vari fronti.

Le dichiarazioni del neocapo del governo Maresciallo Badoglio, in seguito alla caduta del Duce il 25 luglio, sono chiare nel suo messaggio radio agli italiani:

Il Governo italiano, riconosciuta la impossibilità di continuare la impari lotta contro la soverchiante potenza avversaria, nell'intento di risparmiare ulteriori e più gravi sciagure alla Nazione, ha chiesto un armistizio al generale Eisenhower, comandante in capo delle forze alleate anglo-americane.

La richiesta è stata accolta. Conseguentemente, ogni atto di ostilità contro le forze anglo-americane deve cessare da parte delle forze italiane in ogni luogo.

Esse però reagiranno ad eventuali attacchi da qualsiasi altra provenienza. L’armistizio è stato firmato in segreto alle 17.30 del 3 settembre del 1943 in una contrada del siracusano nei pressi di Cassibile tra il Generale Giuseppe Castellano, a nome del Gen. Badoglio e Walter Bedell Smith (futuro direttore della CIA) a nome di Eisenhower.

Le condizioni firmate sono in totale 12 e abbastanza chiare come per esempio la cessazione delle ostilità da parte delle Forze Armate Italiane, il rilascio dei prigionieri, il libero uso da parte degli alleati di tutti gli aeroporti e porti navali in territorio italiano, una resa pubblica di quest’armistizio concordata e via dicendo.

Per i tedeschi risulta essere un atto di alto tradimento facendo entrare così l’Italia nei ranghi dei nemici e decidono di occupare tutti i luoghi strategici dell’Italia ancora non conquistata dagli eserciti Alleati.

Il problema maggiore è che l’esercito tedesco è ancora presente su una grande parte dell’Italia e decide di non evacuare la penisola cominciando così l’occupazione dell’Italia.

Per gli italiani sparsi sui vari fronti la situazione è particolare. Oltre ad essere abbandonati dalle maglie più alte della catena di comando e trovandosi molto spesso a fianco con i tedeschi si trovano ad essere trattati da nemico da chi era l’alleato il giorno prima.

La prima reazione degli ufficiali e sottoufficiali è di avere informazioni al più presto: nei vari quartieri generali si aspettano gli ordini, si manda qualcuno a cercare le informazioni.

Il Tenente Colonnello Casuccio si ricorda ancora quel giorno: la notizia è giunta per via radio mentre erano a tavola e per fortuna le notizie radio erano prima in italiano e poi in tedesco.

Venuti a conoscenza degli ordini di resa, hanno finito il rancio di fretta per potersi allontanare dai tedeschi con cui condividevano la mensa. Il Ten. Col. Casuccio per la prima volta sale su una moto e attraversa l’isola di Creta per trovare informazioni.

Salvatore Corrao, invece, si trovava nella piccola isola di Rodi e scrive, quel giorno, nel suo diario:

"Alle 22.15 abbiamo comunicazione dell’armistizio fra Italia e Inghilterra, con le necessarie raccomandazioni di tenere gli occhi aperti per i tedeschi".

Sin da subito si intuisce che fine stanno per fare, la tensione è al suo massimo. Come loro due diventeranno più di 800mila I.M.I. (Internati Militari Italiani) prigionieri nei campi tedeschi. Ci vorranno anni prima di ritornare a casa.

Attorno a Cassibile sono rimasti alcuni misteri che la storia deve ancora rivelare. Le recenti ricerche dello studioso Lorenzo Bovi pubblicate nel suo libro su Cassibile oltre a spiegarci che per anni si è considerato il luogo esatto della firma in un posto sbagliato pongono alcuni interrogativi che riportiamo di seguito:

A parte la copia italiana, che risulta bruciata poche ore dopo la fuga dei generali italiani da Roma, perché le altre due copie (inglese e americana) non sono mai state rese disponibili on line per la consultazione?

Perché lo Stato Italiano dispone solo di copie senza firma o quantomeno a noi ha fornito solo quelle? Copie trascritte dall’originale ma senza le firme.

Perché nella famosa foto si vede Castellano firmare nella parte alta del foglio mentre nei documenti le firme sono in basso al foglio? Forse aveva già firmato e il fotografo ha chiesto di rifare la scena per lui?

Perché Castellano e Smith firmano con due penne diverse? Perché il puntino sulla ”i” di Giuseppe Castellano e spostato a destra facendolo sembrare "Guiseppe", incredibilmente proprio come compare nel nome GUISEPPE CASTELLANO scritto a macchina appena sotto?

Questo "errore" (Guiseppe) viene riportato anche nelle copie del documento al posto riservato alla firma. Solo le copie tradotte in italiano correggeranno l’errore da Guiseppe a Giuseppe.

Le copie in inglese lo riportano fedelmente. Castellano firmava sempre così, col puntino spostato in avanti? Servirebbero delle comparative.

Certo e che, in loro assenza, il fatto che ci sia scritto Guiseppe e nella firma anche Guiseppe, ci porterebbe sicuramente a pensare male e a riconsiderare questo documento sotto nuova luce.

Misteri della storia che aspettano di essere risolti.

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