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La curva è tutta rosa: Palermo torna allo stadio con una valanga da 10mila abbonati

La curva è di nuovo tutta rosa, nuovi cori vengono inventati e l'atmosfera è quella del tifo sincero: la storia del Palermo Calcio torna a essere una storia da raccontare

Enrico Alagna
Medico e attivista
  • 26 settembre 2019

La curva Nord dello stadio Renzo Barbera di Palermo

"Cosa importa se, ora sei fallito, noi restiamo insieme, noi ci siamo ancora, questo è garantito. Perché non hanno ucciso la voglia che ho di tifare, vedere il Palermo segnare, mentre aspetto un gol, dalla curva nord, vedo solo gente che salta, che salta, che salta, vedo solo gente che canta, che canta, che canta".

Viene proprio da cantarlo a gran voce il nuovo coro a tinte rosanero ideato dalla curva nord (CN12) del Renzo Barbera sulle note della canzone di J-Ax “Ostia Lido”; 10.446 abbonamenti venduti.

Serie D che fa rima con diecimila abbonati. Si tratta di un record. Visto che il precedente primato di abbonamenti in D era del Parma, 10.089 nel 2015/16. «Signore e signori, salutiamo il nuovo record italiano di abbonati in Serie D. Palermo e il Palermo scrivono la storia: 10.446 aquile. Tutti in piedi. Abbiamo la tifoseria più bella del mondo».

Questo il messaggio pubblicato dal club sui suoi canali social. Nemmeno le squadre di Bari, Avellino e Cesena, altre nobili decadute che sono state costrette a ripartire dai dilettanti, erano riuscite a fare registrare numeri simili.

Un entusiasmo del genere non se lo aspettava nessuno, quando il 12 luglio il club è stato estromesso dalla Federcalcio dal campionato di serie B per inadempienze finanziarie, dopo che i 15 punti di penalizzazione avevano fatto perdere i playoff.

Qualche giorno dopo il sindaco Leoluca Orlando ha assegnato il titolo sportivo alla Hera Hora S.r.l. degli imprenditori palermitani Dario Mirri e Antonino Di Piazza, che hanno la squadra al campionato di serie D, l’ultima categoria del calcio dilettantistico. Sembrava un disastro, la fine di un sogno per la città capoluogo della Sicilia. In realtà come capita nelle storie più belle, era solo l’inizio di una nuova era.

La storia del Palermo inizia ufficialmente il primo novembre 1900, per volere di Ignazio Majo Pagano anche se fonti ormai confutate dicevano che la squadra fosse stata fondata due anni prima, per iniziativa di Joseph Isaac Spadafora Whitaker e di altri inglesi che si erano trasferiti a Palermo.

Nacque quindi l'Anglo-Palermitan Athletic and Foot-Ball Club, che nel 1907 cambiò nome in Palermo Foot-Ball Club. Nei primi anni vinse dei trofei limitati a delle squadre del sud Italia, come la Coppa Whitaker o la Coppa Lipton. Con il 1915 e la Prima guerra mondiale la società fermò ogni sua attività; il 16 febbraio 1920, con la denominazione di Unione Sportiva Palermo, risorse dalle sue ceneri attraverso una tra le compagini cittadine minori, il "Racing FBC", visto anche il maggior blasone del precedente club.

Qualche anno più tardi partecipò alle antiche competizioni regionali e interregionali. Nel 1941 vi accadde una fusione societaria, fra il Palermo e la “Unione Sportiva Juventina Palermo”. Il nuovo sodalizio, che ripartì dalla Serie C 1941-1942, ottenne la promozione nella Serie B 1942-1943. A partire dai primi degli anni’70, il Palermo gioca dei campionati con alterne fortune, facendo la spola tra la Serie B e la Serie A.

Nell'arco di quest'ultimo decennio, sotto la presidenza di Renzo Barbera, giunse inoltre, per due volte, ad un passo dalla vittoria della Coppa Italia, perdendo una finale con il Bologna e una con la Juventus. Il periodo più critico fu più o meno nella metà degli anni ‘80, quando, il giorno 8 settembre 1986, il Palermo venne radiato dalla FIGC dopo aver accumulato ingenti debiti.

La società in seguito, dichiarata fallita dal Tribunale di Palermo dieci giorni dopo la radiazione, scomparì definitivamente, ma, grazie all'interessamento di politici e imprenditori dell'epoca, in particolare del sindaco Leoluca Orlando, il 7 gennaio 1987 venne costituita l'Unione Sportiva Palermo, chiamata a raccogliere l'eredità dell'estinto sodalizio siciliano. Il neonato Palermo ottenne, in deroga dalla FIGC, l'iscrizione diretta alla Serie C2 per l'edizione 1987-1988.

Le prime annate successive vedono il club raggiungere la Serie B e vincere una Coppa Italia di Serie C nel 1992-1993 dopo tre finali perse.

Gli anni Novanta, comunque, si concluderanno con una sequenza di promozioni in B e retrocessioni in C. La svolta arrivò al termine della stagione 2001-2002, quando Maurizio Zamparini subentrò all'allora patron Franco Sensi acquistando il pacchetto azionario di maggioranza. In sole due stagioni il club tornò in massima serie dopo 31 anni di assenza.

Nell'anno del ritorno in Serie A, il Palermo, guidato da Francesco Guidolin, approda, per la prima volta nella sua storia, in Coppa UEFA, traguardo ottenuto anche nelle due annate successive. Con alla guida Delio Rossi, nella stagione 2009-2010 la squadra torna a centrare l'obiettivo europeo e batte diversi record. In due occasioni manca la qualificazione ai preliminari della UEFA Champions League per soli due punti di distacco dal quarto posto.

Nella stagione 2010-2011 i rosanero raggiungono la terza finale di Coppa Italia nella loro storia a distanza di 32 anni da quella precedente, subendo ancora una sconfitta, stavolta ad opera dell'Inter. Al termine della stagione 2012-2013 il Palermo retrocede in B, ma ben presto, l’anno successivo, vince il campionato, con cinque giornate d'anticipo e 86 punti, aggiudicandosi la sua prima Coppa Ali della Vittoria. Al termine della stagione 2018-2019 viene escluso dai playoff di serie B, per una penalizzazione di 15 punti, comminata per illeciti amministrativi commessi dal 2014 al 2017.

Il 12 luglio 2019 viene estromesso dalla FIGC dal campionato di appartenenza per inadempienze finanziarie, per la prima volta in quasi 33 anni.

Il 24 luglio 2019 il sindaco di Palermo Leoluca Orlando assegna il titolo sportivo della squadra rosanero alla Hera Hora S.r.l. degli imprenditori palermitani Dario Mirri e Antonino Di Piazza e viene iscritta nel campionato di Serie D.

La maglia rosanero che, secondo il Times, è fra le 50 più belle al mondo ha funzionato come un irresistibile richiamo per molti giocatori che avrebbero potuto accettare proposte da categorie superiori.

Sono arrivati il centrocampista Martinelli dal Brescia, l’ex milanista Juan Mauri, l’ex Fiorentina Mario Santana, l’attaccante Ferdinando Sforzini. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: ieri 3-1 al Marina di Ragusa, quarta vittoria su quattro partite e primato condiviso col Città di Acireale.

Contro il Marina di Ragusa, sugli spalti del Barbera c’erano 15mila aquile. Con un sogno comune: tornare in serie A.

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