"#18esplorazioni", nuove mappe per la fotografia: il primo progetto di Égliselab
Immagine della locandina della mostra
"#18esplorazioni" è a cura di Benedetta Donato per Égliselab, articolato in due mostre che vedono protagoniste le produzioni di diciassette fotografi siciliani, selezionate e poste in dialogo dalla curatela. Le esposizioni presentano le esperienze fotografiche, le ricerche visive, le riflessioni e i contributi del gruppo di autori partecipanti, con lo scopo di proporre nuovi scenari per la fotografia contemporanea che nascono nel territorio.
La Sicilia, intesa come luogo in cui si articolano i diversi progetti, diviene spunto per una riflessione più ampia e assume il ruolo di radice culturale, offrendo la possibilità di ispirazione e di vedere accostate ricerche apparentemente differenti, che spaziano dal paesaggio al ritratto, dall'architettura al reportage, in un caleidoscopio di rappresentazioni, di cui i diciassette autori sono interpreti.
Ogni momento espositivo avrà la durata di un mese e vedrà in mostra i lavori di un gruppo di fotografi, in un percorso idealmente ininterrotto, volto ad instaurare un dialogo duraturo tra i giovani autori di questo territorio e a porre le basi di nuove sinergie che guardano al mondo esterno.
Dal 21 settembre al 21 ottobre, Simona Bonanno (Chains of Silence), Gianni Cipriano (Where is my Brother?), Francesco Faraci (Atlante Umano Siciliano), Cristina Faramo (Volcanic Island), Alberto Gandolfo (Quello che resta), Salvatore Di Gregorio (Mirabella Project), Roselena Ramistella (Rochì), Dodo Veneziano (Brandelli del tempo).
Dal 16 novembre al 16 dicembre, Alberto Alicata (The Little Saint), Iole Carollo (Out of Africa), Nino Cannizzaro (Le Detroit Perdu), Fabio Florio (Rusted), Giuseppe Iannello (Gibellina 1968), Claudio Majorana (The Head of the Lion), Francesco Malavolta (Linea di Confine), Ornella Mazzola (Females), Luca Savettiere (Piemonte Messina).
La Sicilia, intesa come luogo in cui si articolano i diversi progetti, diviene spunto per una riflessione più ampia e assume il ruolo di radice culturale, offrendo la possibilità di ispirazione e di vedere accostate ricerche apparentemente differenti, che spaziano dal paesaggio al ritratto, dall'architettura al reportage, in un caleidoscopio di rappresentazioni, di cui i diciassette autori sono interpreti.
Ogni momento espositivo avrà la durata di un mese e vedrà in mostra i lavori di un gruppo di fotografi, in un percorso idealmente ininterrotto, volto ad instaurare un dialogo duraturo tra i giovani autori di questo territorio e a porre le basi di nuove sinergie che guardano al mondo esterno.
Dal 21 settembre al 21 ottobre, Simona Bonanno (Chains of Silence), Gianni Cipriano (Where is my Brother?), Francesco Faraci (Atlante Umano Siciliano), Cristina Faramo (Volcanic Island), Alberto Gandolfo (Quello che resta), Salvatore Di Gregorio (Mirabella Project), Roselena Ramistella (Rochì), Dodo Veneziano (Brandelli del tempo).
Dal 16 novembre al 16 dicembre, Alberto Alicata (The Little Saint), Iole Carollo (Out of Africa), Nino Cannizzaro (Le Detroit Perdu), Fabio Florio (Rusted), Giuseppe Iannello (Gibellina 1968), Claudio Majorana (The Head of the Lion), Francesco Malavolta (Linea di Confine), Ornella Mazzola (Females), Luca Savettiere (Piemonte Messina).
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