Alfio e Rosario, in guerra per lavoro: "C'eravamo tanto armati" in scena al cineteatro Colosseum
Orazio Bottiglieri ed Eduardo Saitta
Una commedia brillante, una riflessione sui tempi odierni con Orazio Bottiglieri ed Eduardo Saitta: "C'eravamo tanto armati" fa il suo debutto sul palco del cineteatro Colosseum di Palermo.
"C'eravamo tanto armati" è la storia di due militari, ironicamente dimenticati in un luogo sperduto vicino Nassirya: Alfio, un catanese sornione, religioso ma non troppo, timoroso sempre nascosto dietro le sue doppie lenti, e Rosario, un palermitano sovrappeso, innamorato della sua famiglia, sapientone e disciplinato, forse troppo.
La contrapposizione calcistica, la diversa formazione è spesso oggetto di ilarità, che accompagna lo spettatore in un viaggio teatrale che lo porterà a profondi quesiti: "perché la guerra", "perché dobbiamo odiarci".
Un'opera sviluppata nei dettagli, dove si ride sicuramente, ma si riflette parecchio e ci si emoziona, sognando il ritorno a casa dai propri cari.
I due protagonisti nella loro umanità, manifestano le debolezze dell’uomo, la crudeltà della vita e le conseguenze delle scelte scellerate di chi comanda il mondo.
Lo spettacolo rientra nella rosa dei dodici spettacoli tutti da ridere in programma per la nuova stagione del Colosseum "Trasportiamo cultura", diretta artisticamente da Orazio Bottiglieri (leggi qui per saperne di più)
"C'eravamo tanto armati" è la storia di due militari, ironicamente dimenticati in un luogo sperduto vicino Nassirya: Alfio, un catanese sornione, religioso ma non troppo, timoroso sempre nascosto dietro le sue doppie lenti, e Rosario, un palermitano sovrappeso, innamorato della sua famiglia, sapientone e disciplinato, forse troppo.
La contrapposizione calcistica, la diversa formazione è spesso oggetto di ilarità, che accompagna lo spettatore in un viaggio teatrale che lo porterà a profondi quesiti: "perché la guerra", "perché dobbiamo odiarci".
Un'opera sviluppata nei dettagli, dove si ride sicuramente, ma si riflette parecchio e ci si emoziona, sognando il ritorno a casa dai propri cari.
I due protagonisti nella loro umanità, manifestano le debolezze dell’uomo, la crudeltà della vita e le conseguenze delle scelte scellerate di chi comanda il mondo.
Lo spettacolo rientra nella rosa dei dodici spettacoli tutti da ridere in programma per la nuova stagione del Colosseum "Trasportiamo cultura", diretta artisticamente da Orazio Bottiglieri (leggi qui per saperne di più)
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