Apre per la prima volta il "Ponte delle Teste Mozze": scoperto a Palermo durante gli scavi
Il Ponte delle Teste Mozze a Palermo
Un ponte maestoso in pietra a tre campate di cui si era persa la memoria a pochissima distanza dal Ponte dell’Ammiraglio, il monumento arabo-normanno con cui costituiva un unico sistema di attraversamento del fiume Oreto a Palermo.
È il Ponte delle Teste Mozze, che deve il suo nome al trasferimento in zona, a metà del Settecento, del cippo nelle cui nicchie si esponevano le teste dei condannati a morte. Il ponte venne totalmente interrato e in questo modo scampò alla demolizione quando nel 1831 fu deviato il corso dell’Oreto.
Durante i lavori di realizzazione della linea del tram, è tornato alla luce nel 2014 grazie agli scavi della Soprintendenza ai Beni culturali, e adesso apre per la prima volta al pubblico per "Il Genio di Palermo", la manifestazione organizzata dalla Fondazione "Le Vie dei Tesori" in collaborazione con l’Università di Palermo, la Soprintendenza, il Comune, l’Amat e numerose altre istituzioni.
Le visite si svolgono dal 16 al 19 aprile in occasione del festival e nei due weekend successivi.
IL GENIO DI PALERMO
Alla scoperta di una città inedita, tra monumenti, porte storiche, giardini, palazzi con i ricercatori e gli studiosi dell’Università di Palermo che semineranno conoscenza fuori dalle aule. Un intero fine settimana per immergersi in una trentina di luoghi ed esperienze tra visite, tour in piper, luoghi di solito aperti soltanto agli studiosi; ma anche ville storiche, residenze barocche e teatri neoclassici, oltre alle abituali passeggiate tematiche alla scoperta della città.
Con due meraviglie del tutto inedite, in collaborazione con la Soprintendenza: l’universo creativo e giocoso, ma assolutamente sconosciuto, di Casa Savona, e l’antichissima Porta Mazzara che sta pian piano tornando alla luce. Oltre a un percorso da scoprire attraverso l’artigianalità e la creatività delle botteghe storiche.
Ancora una volta, il Genio – figura simbolica e nume laico di Palermo – guidA virtualmente questo viaggio nella bellezza e nell’innovazione, per ritrovare il legame con una città che sa ancora sorprendere. Un invito a riconciliarsi con il suo paesaggio, i suoi simboli nascosti e le sue infinite storie.
È il Ponte delle Teste Mozze, che deve il suo nome al trasferimento in zona, a metà del Settecento, del cippo nelle cui nicchie si esponevano le teste dei condannati a morte. Il ponte venne totalmente interrato e in questo modo scampò alla demolizione quando nel 1831 fu deviato il corso dell’Oreto.
Durante i lavori di realizzazione della linea del tram, è tornato alla luce nel 2014 grazie agli scavi della Soprintendenza ai Beni culturali, e adesso apre per la prima volta al pubblico per "Il Genio di Palermo", la manifestazione organizzata dalla Fondazione "Le Vie dei Tesori" in collaborazione con l’Università di Palermo, la Soprintendenza, il Comune, l’Amat e numerose altre istituzioni.
Le visite si svolgono dal 16 al 19 aprile in occasione del festival e nei due weekend successivi.
IL GENIO DI PALERMO
Alla scoperta di una città inedita, tra monumenti, porte storiche, giardini, palazzi con i ricercatori e gli studiosi dell’Università di Palermo che semineranno conoscenza fuori dalle aule. Un intero fine settimana per immergersi in una trentina di luoghi ed esperienze tra visite, tour in piper, luoghi di solito aperti soltanto agli studiosi; ma anche ville storiche, residenze barocche e teatri neoclassici, oltre alle abituali passeggiate tematiche alla scoperta della città.
Con due meraviglie del tutto inedite, in collaborazione con la Soprintendenza: l’universo creativo e giocoso, ma assolutamente sconosciuto, di Casa Savona, e l’antichissima Porta Mazzara che sta pian piano tornando alla luce. Oltre a un percorso da scoprire attraverso l’artigianalità e la creatività delle botteghe storiche.
Ancora una volta, il Genio – figura simbolica e nume laico di Palermo – guidA virtualmente questo viaggio nella bellezza e nell’innovazione, per ritrovare il legame con una città che sa ancora sorprendere. Un invito a riconciliarsi con il suo paesaggio, i suoi simboli nascosti e le sue infinite storie.
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