"Architexture" di Ernesto Mistretta: la mostra In Via Cluverio Officina a Palermo
La galleria In Via Cluverio Officina presenta a Palermo la prima grande mostra di Ernesto Mistretta, artista, architetto e designer formatosi nello studio di Jean Nouvel, dove ha lavorato per oltre vent'anni, contribuendo a progetti internazionali di rilievo come il Louvre Abu Dhabi, il Museo Nazionale del Qatar e la Philharmonie de Paris.
Originario del trapanese, Mistretta vive e lavora tra Parigi e Palermo, sviluppando una ricerca artistica che unisce architettura, design e pittura in un unico linguaggio espressivo.
Da qui il titolo "Architexture", scelto per questa sua prima esposizione pubblica.
La mostra, curata dalla fondatrice e direttrice artistica della galleria, Josephine Flasseur, nasce come un progetto spaziale che trasforma la galleria in un ambiente immersivo.
Nella stanza centrale, su input di Flasseur, l'opera realizzata si sviluppa a 360 gradi (un chiaro richiamo a le "Nymphéas" di Monet esposte al Museo dell'Orangerie a Parigi) coinvolgendo lo spettatore in un'esperienza visiva e percettiva basata su modularità, ripetizione e stratificazione.
Il dialogo tra Francia e Italia, Parigi e Palermo, diventa in questa mostra ancora più forte, profondo, plurale. Così come la sperimentazione e l'incontro tra gesto artistico, "pittorico", e strumento digitale.
Il percorso espositivo si articola in più capitoli e dialoghi artistici che vanno avanti dal 16 aprile, data del vernissage del primo allestimento, fino all'autunno, chiamando a lavori in residenza altri artisti italiani e francesi.
Il primo dialogo, intitolato "Architexture – Rituale", mette in relazione il lavoro di Mistretta con l'opera del duo Edouard Taufenbach / Bastien Pourtout, in un confronto tra tessitura digitale e sperimentazione fotografica.
Originario del trapanese, Mistretta vive e lavora tra Parigi e Palermo, sviluppando una ricerca artistica che unisce architettura, design e pittura in un unico linguaggio espressivo.
Da qui il titolo "Architexture", scelto per questa sua prima esposizione pubblica.
La mostra, curata dalla fondatrice e direttrice artistica della galleria, Josephine Flasseur, nasce come un progetto spaziale che trasforma la galleria in un ambiente immersivo.
Nella stanza centrale, su input di Flasseur, l'opera realizzata si sviluppa a 360 gradi (un chiaro richiamo a le "Nymphéas" di Monet esposte al Museo dell'Orangerie a Parigi) coinvolgendo lo spettatore in un'esperienza visiva e percettiva basata su modularità, ripetizione e stratificazione.
Il dialogo tra Francia e Italia, Parigi e Palermo, diventa in questa mostra ancora più forte, profondo, plurale. Così come la sperimentazione e l'incontro tra gesto artistico, "pittorico", e strumento digitale.
Il percorso espositivo si articola in più capitoli e dialoghi artistici che vanno avanti dal 16 aprile, data del vernissage del primo allestimento, fino all'autunno, chiamando a lavori in residenza altri artisti italiani e francesi.
Il primo dialogo, intitolato "Architexture – Rituale", mette in relazione il lavoro di Mistretta con l'opera del duo Edouard Taufenbach / Bastien Pourtout, in un confronto tra tessitura digitale e sperimentazione fotografica.














