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Convivenze forzate e famiglie che scoppiano: una nuova commedia in scena a Palermo

  • Teatro Jolly - Palermo
  • Dal 6 febbraio all'1 marzo (solo venerdì, sabato e domenica)
  • 21.15 (venerdì e sabato), 17.00 (sabato 7 febbraio), 17.30 (domenica)
  • 24 euro
  • Biglietti acquistabili online sul sito web del Teatro Jolly (oppure fisicamente presso il botteghino in via Domenico Costantino 54/56), aperto dal lunedì al sabato, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.30 alle 19.30. Info e prenotazioni sulla pagina Facebook e sul sito web del teatro e ai numeri 091 6376336 e 091 6377377 oppure scrivendo un'email a info@teatrojolly.it
Balarm
La redazione

Clelia Cucco, Tiziana Martilotti, Ernesto Maria Ponte, Giovanni Nanfa e Stefania Blandeburgo

Basta un tubo che si rompe per rimettere in discussione abitudini, equilibri e certezze. Da questa premessa semplice e quotidiana nasce "Esci che dentro piove", commedia brillante in due tempi che segna una nuova scommessa teatrale di Ernesto Maria Ponte e Giovanni Nanfa, protagonisti amatissimi dal pubblico siciliano.

Lo spettacolo va in scena dal 6 febbraio all'1 marzo, venerdì, sabato e domenica, al teatro Jolly di Palermo, per la regia di Ernesto Maria Ponte con l'aiuto regia di Clelia cucco.

Sono le sette di un sabato mattina quando il ragioniere Russo (Ernesto Maria Ponte), che vive all’ottavo piano, butta giù dal letto dal vicino del piano di sopra, il cavaliere Lo Curto (Giovanni Nanfa).

Un tubo è scoppiato e i disagi invadono bagni e cucina, rendendo la casa inutilizzabile. Da qui prende il via una trattativa surreale che sfocia in un compromesso tanto ragionevole quanto pericoloso: fino al lunedì mattina, la famiglia Russo utilizzerà i servizi della casa Lo Curto.

La convivenza forzata tra i due nuclei – il cavaliere con la badante (Clelia Cucco), il ragioniere con la moglie (Tiziana Martilotti) e la suocera (Stefania Blandeburgo), a cui si aggiunge la partecipazione di Meryem Amato – si presenta inizialmente come una soluzione cordiale. Ma è solo apparenza, perché poi emergono attriti e dinamiche familiari pronte a esplodere. E il pubblico, passo dopo passo, scopre che nulla è davvero come sembra.

L’andirivieni continuo tra l’ottavo e il nono piano – un’acchiana e scinni fisico e simbolico – crea un ritmo serrato e un contesto dinamico che moltiplica le occasioni comiche.

Le gag si susseguono con naturalezza, sostenute da una regia che gioca con precisione sul crescendo, concentrando nel finale gran parte delle sorprese che il pubblico di una buona commedia brillante attende.
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