"Da carcere a museo": visita alla Salerniana, museo d'arte moderna e contemporanea
L'ingresso della Salerniana di Trapani
La città di Trapani ha deciso di partecipare alla sua prima edizione de "Le Vie dei Tesori", ogni venerdì, sabato e domenica dal 14 al 30 settembre.
Diciannove siti, per iniziare, soprattutto chiese, ma anche torri, palazzi, cappelle, biblioteche segrete, sulle tracce dell’antico ghetto.
Ogni venerdì, sabato e domenica si potrà visitare La Salerniana, museo d'arte contemporanea. A dare il benvenuto ai visitatori sono due grandi Telamoni sulla facciata esterna. Uno dei più severi palazzi di Trapani, detto della Vicaria, perché qui aveva sede l’antico Tribunale. Sorto tra la fine del XVI secolo e gli inizi del XVII, venne poi ribattezzato Palazzo del carcere poiché l’edificio, fino al 1965, ospitò pure i detenuti.
Nel 2015 è stato trasformato in Museo d’arte moderna e contemporanea, gestito dall’associazione La Salerniana. La collezione, raccolta grazie a generose donazioni di alcuni artisti, comprende opere dagli anni ‘50 ad oggi. Tra i nomi, spiccano quelli di Carla Accardi, Pietro Consagra, Pino Pinelli. Nelle sale coesistono diversi linguaggi artistici, tendenze e stili.
La visita ha una durata di 30 minuti e non è accessibile ai disabili.
Diciannove siti, per iniziare, soprattutto chiese, ma anche torri, palazzi, cappelle, biblioteche segrete, sulle tracce dell’antico ghetto.
Ogni venerdì, sabato e domenica si potrà visitare La Salerniana, museo d'arte contemporanea. A dare il benvenuto ai visitatori sono due grandi Telamoni sulla facciata esterna. Uno dei più severi palazzi di Trapani, detto della Vicaria, perché qui aveva sede l’antico Tribunale. Sorto tra la fine del XVI secolo e gli inizi del XVII, venne poi ribattezzato Palazzo del carcere poiché l’edificio, fino al 1965, ospitò pure i detenuti.
Nel 2015 è stato trasformato in Museo d’arte moderna e contemporanea, gestito dall’associazione La Salerniana. La collezione, raccolta grazie a generose donazioni di alcuni artisti, comprende opere dagli anni ‘50 ad oggi. Tra i nomi, spiccano quelli di Carla Accardi, Pietro Consagra, Pino Pinelli. Nelle sale coesistono diversi linguaggi artistici, tendenze e stili.
La visita ha una durata di 30 minuti e non è accessibile ai disabili.
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