Dalla Meschita ebraica alla Al Khalisa araba: passeggiata culturale serale con InItinere
È tutto pronto per un nuovo appuntamento estivo con InItinere, inserito nella rassegna "Re.tourn a Palermo 2021" ideata da Serena e Giovanna Gebbia.
Giovedì 26 agosto i partecipanti attraverseranno quello che fu un luogo chiuso tra due mondi, il rione giudaico e quello islamico sovrapposti nella storia della antica Balarm. Il raduno è previsto davanti ai Quattro canti (angolo via Maqueda - Piazza Pretoria) alle ore 20.15.
Dall'accesso dove prima era locata la porta di ferro, passando poi per il ponticello del Kemonia, arrivando a Palazzo Marchesi dove resiste l'ipogeo del mikvéh, si immaginerà il quartiere degli abili artigiani che vivevano nei vicoli tra San Cristoforo, Calderai e Giardinaccio. Lì dove presumibilmente restava la magnifica Sinagoga oggi sede dell'Archivio Storico restaurato dall'Almeyda, ci si troverà ad ascoltare le storie di gastronomia legate a riti e ai precetti delle due religioni dove si trovava allora il macello nei pressi di Santa Cecilia.
Per concludere ci si fermerà nei pressi del porto della Cala per gustare il sapore della tipica vastedda con la Milza di origine ebraica o le panelle degli Arabi, dominatori della Sicilia a cavallo tra il IX e l’XI secolo, già esperti gastronomi, che con la macina dei ceci ricavavano già la farina per un impasto cotto su pietra.
Giovedì 26 agosto i partecipanti attraverseranno quello che fu un luogo chiuso tra due mondi, il rione giudaico e quello islamico sovrapposti nella storia della antica Balarm. Il raduno è previsto davanti ai Quattro canti (angolo via Maqueda - Piazza Pretoria) alle ore 20.15.
Dall'accesso dove prima era locata la porta di ferro, passando poi per il ponticello del Kemonia, arrivando a Palazzo Marchesi dove resiste l'ipogeo del mikvéh, si immaginerà il quartiere degli abili artigiani che vivevano nei vicoli tra San Cristoforo, Calderai e Giardinaccio. Lì dove presumibilmente restava la magnifica Sinagoga oggi sede dell'Archivio Storico restaurato dall'Almeyda, ci si troverà ad ascoltare le storie di gastronomia legate a riti e ai precetti delle due religioni dove si trovava allora il macello nei pressi di Santa Cecilia.
Per concludere ci si fermerà nei pressi del porto della Cala per gustare il sapore della tipica vastedda con la Milza di origine ebraica o le panelle degli Arabi, dominatori della Sicilia a cavallo tra il IX e l’XI secolo, già esperti gastronomi, che con la macina dei ceci ricavavano già la farina per un impasto cotto su pietra.














