Due donne e due sguardi diversi su Palermo: "Per naso e per dono" alla Galleria FPAC
Letizia Battaglia
"Per naso e per dono" mette in dialogo due artiste, due generazioni e due linguaggi differenti che condividono però la stessa città: Palermo.
L'appuntamento con l'esposizione è il 21 marzo (opening) e dal 24 marzo al 30 maggio (visite ogni giorno dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00) alla FPAC, in corso Vittorio Emanuele 303 a Palermo.
La mostra accosta lo sguardo di Letizia Battaglia, radicato nella fotografia di matrice giornalistica e capace di restituire negli anni un'immagine iconica e potente della città, a quello di Stefania Galegati, artista che attraversa pittura, video e fotografia costruendo un'osservazione più laterale e quasi furtiva dello spazio urbano.
Attraverso volti, segni, tracce e dettagli inattesi, dalle statue senza naso ai vuoti che punteggiano il tessuto urbano, Palermo emerge come territorio condiviso e come linguaggio comune.
Se per Battaglia la città è stata un campo di azione in cui fotografia, impegno civile e vita si sono intrecciati, per Galegati, arrivata a Palermo nel 2007 dopo gli studi all'Accademia di Brera, rappresenta un luogo fertile di immaginazione e possibilità.
La mostra mette così in scena un passaggio simbolico tra due sguardi femminili che, pur distanti per generazione e pratica artistica, condividono un'attenzione profonda per il territorio e per le comunità che lo abitano.
L'appuntamento con l'esposizione è il 21 marzo (opening) e dal 24 marzo al 30 maggio (visite ogni giorno dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00) alla FPAC, in corso Vittorio Emanuele 303 a Palermo.
La mostra accosta lo sguardo di Letizia Battaglia, radicato nella fotografia di matrice giornalistica e capace di restituire negli anni un'immagine iconica e potente della città, a quello di Stefania Galegati, artista che attraversa pittura, video e fotografia costruendo un'osservazione più laterale e quasi furtiva dello spazio urbano.
Attraverso volti, segni, tracce e dettagli inattesi, dalle statue senza naso ai vuoti che punteggiano il tessuto urbano, Palermo emerge come territorio condiviso e come linguaggio comune.
Se per Battaglia la città è stata un campo di azione in cui fotografia, impegno civile e vita si sono intrecciati, per Galegati, arrivata a Palermo nel 2007 dopo gli studi all'Accademia di Brera, rappresenta un luogo fertile di immaginazione e possibilità.
La mostra mette così in scena un passaggio simbolico tra due sguardi femminili che, pur distanti per generazione e pratica artistica, condividono un'attenzione profonda per il territorio e per le comunità che lo abitano.
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