Emanuele Averna e Alberto Tudisca per il progetto ineterattivo "Substantia 2.0"
Foto di Emanuele Averna
Phôs Graphè è un nuovo centro culturale di fotografia che nasce dall'iniziativa della curatrice Ombretta Zora e del fotografo Enzo Alessandra, che si propongono di incrementare la ricerca fotografica attraverso esposizioni, corsi e workshop fotografici.
Lo spazio accoglie ed esalta l’attualità della tematica affrontata nel progetto fotografico “Substantia 2.0” di Emanuele Averna. Le opere dell'artista sono presentate come una installazione totale, integrata di un supporto audio composto dal musicista Alberto Tudisca.
Questo espediente rende interattiva la mostra restituendo al visitatore il suo ruolo di parte attiva: sarà infatti possibile, mediante un sistema sonoro touch destinato al pubblico, azionare vari suoni che si aggiungono al background musicale di Tudisca. In questo modo lo spettatore è artefice dell’opera e instaura con essa un rapporto diretto.
La mostra si compone di otto scatti in bianco e nero che ritraggono dettagli anatomici di un manichino femminile, avvicinando e allo stesso tempo allontanando lo spettatore dagli stereotipi e dai pregiudizi odierni proposti dai media. L'esposizione punta dunque a far riflettere lo spettatore sulla reale essenza della donna e sul ruolo sociale che essa riveste spingendolo a guardare oltre l’aspetto meramente estetico.
Lo spazio accoglie ed esalta l’attualità della tematica affrontata nel progetto fotografico “Substantia 2.0” di Emanuele Averna. Le opere dell'artista sono presentate come una installazione totale, integrata di un supporto audio composto dal musicista Alberto Tudisca.
Questo espediente rende interattiva la mostra restituendo al visitatore il suo ruolo di parte attiva: sarà infatti possibile, mediante un sistema sonoro touch destinato al pubblico, azionare vari suoni che si aggiungono al background musicale di Tudisca. In questo modo lo spettatore è artefice dell’opera e instaura con essa un rapporto diretto.
La mostra si compone di otto scatti in bianco e nero che ritraggono dettagli anatomici di un manichino femminile, avvicinando e allo stesso tempo allontanando lo spettatore dagli stereotipi e dai pregiudizi odierni proposti dai media. L'esposizione punta dunque a far riflettere lo spettatore sulla reale essenza della donna e sul ruolo sociale che essa riveste spingendolo a guardare oltre l’aspetto meramente estetico.
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