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Equivoci e gelosie al Teatro Massimo: l'opera irriverente di Donizetti arriva a Palermo

  • Teatro Massimo - Palermo
  • Dal 26 aprile al 3 maggio 2026 (escluso il lunedì)
  • 20.00 (domenica 26 aprile), 18.30 (martedì, mercoledì, giovedì e sabato), 17.30 (domenica 3 maggio)
  • a partire da 18 euro
  • Biglietti acquistabili online sul sito del teatro o al botteghino (in piazza Giuseppe Verdi, aperto tutti i giorni dalle ore 9.30 alle ore 15.30 tel. 091 6053580) o chiamando il Call Center al numero 091 8486000 (attivo dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 18.00, per acquistare anche telefonicamente)
     
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La redazione

Prove da "Le convenienze ed inconvenienze teatrali" al Teatro Massimo (foto di Rosellina Garbo)

Il Teatro Massimo rende omaggio al compositore bergamasco Gaetano Donizetti e al suo legame storico con la città di Palermo. Dal 26 aprile al 3 maggio si alza il sipario sul nuovo allestimento di uno dei titoli più esilaranti e dissacranti del repertorio buffo: "Le convenienze ed inconvenienze teatrali" di Gaetano Donizetti.

Un’opera che non è solo una farsa, ma un raffinato gioco di specchi in cui il mondo del palcoscenico si osserva, si deride e si mette a nudo, rivelando quanto i "tic" degli artisti siano, in fondo, lo specchio deformato ma sincero della vita stessa.

Il nuovo allestimento, firmato dal duo registico Moshe Leiser e Patrice Caurier con scene firmate dallo stesso Leiser si avvale dei costumi di Agostino Cavalca, delle luci di Christophe Forey, della consulenza drammaturgica e musicale di Paolo V. Montanari.

Il cast celebra l'eccellenza dei talenti palermitani nel mondo: Nicola Alaimo, dopo lo straordinario successo come Jago nell’Otello del gennaio 2025, torna nella sua città con l'irresistibile ruolo en travesti di Mamma Agata.

Una megera pronta a tutto pur di favorire la carriera della figlia Luigia Scannagalli, in un’interpretazione che richiede tempi comici e doti vocali fuori dal comune e che ha impegnato Alaimo anche nella riscrittura della sua parte in siciliano, trasferendo così da Napoli a Palermo lo spirito dell’originale di Donizetti, che nel libretto di Domenico Gilardoni usava il napoletano.

Al suo fianco, nel ruolo della capricciosa primadonna Corilla Scortichini, è il soprano Desirée Rancatore: un’altra eccellenza palermitana che, dal fulminante debutto a Salisburgo a soli 19 anni, ha conquistato i più importanti palcoscenici internazionali e si appresta a festeggiare ad agosto trent'anni di carriera.

Sotto la direzione del Maestro George Petrou, alla guida dell’Orchestra e del Coro della Fondazione (istruito da Salvatore Punturo), l’azione si dipana tra le caotiche prove dell’opera seria "Romolo ed Ersilia", parodia del modello di opera seria secondo i dettami di Metastasio.

In un crescendo di malintesi e ripicche, la scena si popola di personaggi esilaranti: dal Procolo Cornacchia di Giuseppe Toia alla Luigia Scannagalli di Caterina Di Tonno, passando per il tenore "tedesco" Guglielmo interpretato da Joshua Sanders e il musico Pippetto di Maximiliano Danta.

Completano questa strampalata compagnia Bryan Sala (Biscroma Strappaviscere), Matteo Mollica (Cesare Salzapariglia), l’Impresario di Salvatore Salvaggio e l’Ispettore di Blagoj Nacoski. Tra fughe notturne e sostituzioni dell'ultimo minuto, Donizetti costruisce un congegno comico perfetto che parodia lo stile rossiniano e le rigide convenzioni dell'epoca.

Assistente alla regia Eike Mann. Assistente alla scenografia Thibault Sinay. Assistente ai costumi Camilla Masellis. Orchestrazioni aggiuntive del Maestro Alberto Maniaci.

Presentare quest'opera oggi significa anche celebrare un anniversario speciale: esattamente duecento anni fa, nella stagione 1825-26, un giovane Gaetano Donizetti viveva a Palermo come direttore artistico del Real Teatro Carolino.

Quella che il pubblico ascolterà sarà una nuova edizione a cura di Paolo V. Montanari, basata sul manoscritto autografo di Donizetti conservato nella Biblioteca del Conservatorio di Palermo. Per la prima volta, si potranno apprezzare dettagli inediti come i collegamenti cromatici dei violini e le articolazioni originali dei fiati, rimasti celati per secoli.
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