Il vitigno diventa simbolo di un territorio: quinta edizione del "Malvasia Day"
La Sicilia, isola ricca di territori diversi, dalle pianure alle montagne, dai vulcani alle piccole isole, dall’argilla alle terre arenarie a quelle bianche calcaree, in cui la viticultura rappresenta una forma di economia da sempre alla base della società agricola, antica ricchezza per la vite, legate ai capperi e in alcuni casi alle saline. I produttori isolani sono motivati dalla passione, dalla storia che li rappresenta e dal mondo agricolo che raccontano.
Nasce con questo spirito "Malvasia day", una rete di produttori unita per fare sistema, per raccontare insieme la storia di questo vitigno. Giunta oggi alla sua quinta edizione, quest’anno prevede l’intervento di quindici produttori dalle diverse isole. A dare il via alla manifestazione sarà Attilio Scienza, alle 18, con il seminario “Le Malvasie prima di Venezia” nel corso del quale verrà raccontata la storia della Malvasia.
A seguire Daniela Scrobogna, descriverà “L’armonia della Malvasia: l’aspetto tecnico e organolettico” e alle 19 “Le isole della Malvasia” tasting con tutti i produttori presenti. Inoltre non mancherà una selezione musicale curata da Capofaro Space & Sound, accompagnata da RPM, uno degli ideatori di Threes, associazione culturale no profit che ha dato vita a Terraforma, festival musicale all'insegna della sostenibilità e della sperimentazione musicale.
Loredana Salzano, invece, esporrà l’installazione “Crateri Contemporanei. Le isole del vino", una trasposizione in chiave contemporanea del"Cratere". Un chiaro riferimento ai "crateri vulcanici", alla natura stessa delle isole Eolie. Un territorio diventato simbolo della viticultura, con l’obiettivo di produrre dei vini non solo intrinsecamente buoni, ma anche capaci di rispettare e valorizzare tutto ciò che “vive” attorno al sistema produttivo.














