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La "Festa del Muzzuni": tra religiosità pagana e identità culturale di Alcara Li Fusi

  • Centro storico del paese - Alcara Li Fusi (Me)
  • Dal 21 al 24 giugno 2015 (evento concluso)
  • Ingresso libero
Balarm
La redazione

Torna anche quest’anno la manifestazione che ruota intorno al rito più antico d’Italia, autentica espressione dell’identità culturale di Alcara Li Fusi, in provincia di Messina: la "Festa del Muzzuni", documento vivente della nostra radice umana e culturale dell’antica civiltà degli alcaresi.

Da domenica 21 a mercoledì 24 giugno (visualizza programma completo) data in cui si festeggia il “Muzzuni”, gli abitanti del bellissimo borgo torneranno a colorare i loro cortili con drappi, pizzare e gioielli. Visite guidate, escursioni e percorsi artistico-religiosi sono le iniziative in programma soltanto per il primo giorno di manifestazione che promette tanto altro.

Lunedì 22 e martedì 23, il comune di Alcara e l’assessorato al Turismo che hanno curato l’intera organizzazione, invitano al  "Muzzuni World Festival", un progetto artistico lanciato inizialmente come rassegna di canti popolari. Saliranno sul palco importanti rappresentanti del genere come i Lautari, Carmelo Salemi, Rita Botto con gli Asteriskos, la Compagnia di canti popolari Antichi Suoni, il trio Laguardia e l'ospite internazionale d’eccezione Cassandre Balbar.

Ma il vero cuore della manifestazione ricorre mercoledì 24 giugno in cui si festeggia il rito pagano della "festa del Muzzuni", iscritto nel registro delle eredità immateriali della Regione Siciliana: si tratta del rito propiziatorio che origina dalla civiltà greca e che veniva offerto alle divinità della natura. Curioso è il fatto che nel giorno della festa pagana si svolga la processione di San Giovanni, un vero e proprio paradosso.

"La notte dei Muzzuni" è un evento particolarmente atteso dal paese messinese, un momento altamente culturale e aggregativo che si svolge principalmente attorno al “Muzzuni”, un altare formato da un vaso di terracotta e steli d'orzo e arricchito di drappi, pizzare e gioielli. Così, si canta, si balla, si inneggia all’amore e alla vita, in nome della tradizione e della memoria, per una festa che è riuscita miracolosamente a sopravvivere fino ai giorni nostri.

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