"Urban Stories": progetto sperimentale itinerante dedicato a Giuseppe Pitrè
"Urban Stories" è un progetto sperimentale multidisciplinare ideato da Giuseppe Provinzano e Petra Trombini insieme agli altri artisti e professionisti della "Babel crew"(o che con questa collaborano), da Simona Argentieri a Sergio Beercock, da Giuseppe Galante a Yoris Petrillo, da Nayeli Salas ad Angelo Sicurella, che sabato 7 gennaio, a partire dalle 20.30, coinvolge tre piazze del centro storico di Palermo.
"Urban Stories" è un omaggio alla figura e all'opera di Giuseppe Pitrè, alle sue storie e ai suoi personaggi, ai canti, le usanze e i giochi, che sono inesorabilmente entrati a far part del nostro più intimo patrimonio culturale.
Il progetto vuole declinare attraverso diverse forme d'espressione artistica il patrimonio del Pitrè, nell'anno del centenario della sua morte, riportandolo nelle strade della sua città.
Filo conduttore di questa ricerca linguistica il live painting e la graphic live di Petra Trombini che fa degli spazi urbani, delle piazze e dei palazzi delle pagine bianche da scrivere, da disegnare, da reinventare all'interno di performances multidisciplinari create ad hoc.
Si inizia alle 20.45 in piazza Bellini con "Canti a quadro Spento", il Car Concert del cantautore Sergio Beercock che accoglie il pubblico poco alla volta all'interno di un'autovettura per trasportarlo in un viaggio tra alcuni di quei canti e storie del passato riconosciuti dal Pitrè.
Alle 21.15 il Car Concert si sposta per dare spazio a "Urban Game", la performance di danza urbana di Simona Argentieri e Yoris Petrillo che insieme a Petra Trombini riflettono sul "gioco".
La seconda tappa del Car Concert si tiene alle 22 in piazza Croce dei Vespri, con "P3_coordinate popolari", un racconto performativo dalle immagini animate che scorgano dalla bocca di un narratore qualunque (Giuseppe Provinzano) così come un tempo entravano e uscivano dal calesse del Pitrè o oggi dalla mano e dalla tavola grafica di Petra Trombini.
Infine, alle 23, ci si sposta in piazza San Francesco per la terza e ultima tappa del Car Concert, "Il mondo in tasca" con Angelo Sicurella e Petra Trombini: un sound etereo che accompagna la mano libera e la tavoletta grafica, passando dalle corde vocali al sintetizzatore, la tecnologia che contamina l'arte, in affresco digitale bombardato da synth e campionatori.
"Urban Stories" è un omaggio alla figura e all'opera di Giuseppe Pitrè, alle sue storie e ai suoi personaggi, ai canti, le usanze e i giochi, che sono inesorabilmente entrati a far part del nostro più intimo patrimonio culturale.
Il progetto vuole declinare attraverso diverse forme d'espressione artistica il patrimonio del Pitrè, nell'anno del centenario della sua morte, riportandolo nelle strade della sua città.
Filo conduttore di questa ricerca linguistica il live painting e la graphic live di Petra Trombini che fa degli spazi urbani, delle piazze e dei palazzi delle pagine bianche da scrivere, da disegnare, da reinventare all'interno di performances multidisciplinari create ad hoc.
Si inizia alle 20.45 in piazza Bellini con "Canti a quadro Spento", il Car Concert del cantautore Sergio Beercock che accoglie il pubblico poco alla volta all'interno di un'autovettura per trasportarlo in un viaggio tra alcuni di quei canti e storie del passato riconosciuti dal Pitrè.
Alle 21.15 il Car Concert si sposta per dare spazio a "Urban Game", la performance di danza urbana di Simona Argentieri e Yoris Petrillo che insieme a Petra Trombini riflettono sul "gioco".
La seconda tappa del Car Concert si tiene alle 22 in piazza Croce dei Vespri, con "P3_coordinate popolari", un racconto performativo dalle immagini animate che scorgano dalla bocca di un narratore qualunque (Giuseppe Provinzano) così come un tempo entravano e uscivano dal calesse del Pitrè o oggi dalla mano e dalla tavola grafica di Petra Trombini.
Infine, alle 23, ci si sposta in piazza San Francesco per la terza e ultima tappa del Car Concert, "Il mondo in tasca" con Angelo Sicurella e Petra Trombini: un sound etereo che accompagna la mano libera e la tavoletta grafica, passando dalle corde vocali al sintetizzatore, la tecnologia che contamina l'arte, in affresco digitale bombardato da synth e campionatori.
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