Gianfranco Ayala, il documentario "Solfara" e la mostra "Connessioni" al Centro Sperimentale di Cinematografia
Gianfranco Ayala, oggi affermato e conosciuto neurologo a livello internazionale, nel 1951 aveva 18 anni e sognava di fare il fotografo e l’operatore cinematografico.
Armato di cinepresa ha trascorso qualche giorno nella miniera di zolfo sul monte Capodarso, tra le province di Caltanissetta e di Enna, di proprietà di suo nonno Giovanni Ayala, storico sindaco di Caltanissetta durante la prima Guerra mondiale e poi passata in gestione a suo padre Antonio detto Totò e a suo zio Paolo (padre a sua volta del magistrato Giuseppe Ayala).
Il giovane Gianfranco riesce a conquistare la fiducia dei muratori, dei picconieri, dei vagonari, dei caricatori, dei carusi di solito molto restii a farsi riprendere e riesce a farsi accompagnare nelle diverse fasi della estrazione e lavorazione dello zolfo. Ne esce fuori “Giumentarello”, un documentario, restaurato per l’occasione, in cui le immagini - in un luminosissimo bianco e nero - raccontano le terribili condizioni di vita e di lavoro di questi operai. Non a caso è anche dalle miniere siciliane che si è sviluppata una indimenticabile stagione di battaglie sindacali e politiche per assicurare a tutti una autentica dignità del lavoro.
Interventi di: Gabriella Renier Filippone (Fondatore Settimana delle Culture), Alessandro Rais (Direttore Sicilia Film Commission); Alessia Cervini (Docente Storia del cinema Unipa); Gianfranco Ayala (autore del documentario), Ivan Scinardo (Direttore sede Sicilia C.S.C.), Michele D’Oro e Angelo La Rosa (storici delle miniere). L’evento prevede, oltre alla proiezione del documentario “Solfara” (miniera Giumentarello 1952), della durata di 20 minuti, anche l’inaugurazione della mostra “Connessioni” 1948 – 1956, fotografie di Gianfranco Ayala, curatore Luca Iannì. Verranno esposte, lungo il corridoio della scuola di cinema, oltre 60 fotografie in bianco e nero scattate subito dopo la seconda guerra mondiale.
Armato di cinepresa ha trascorso qualche giorno nella miniera di zolfo sul monte Capodarso, tra le province di Caltanissetta e di Enna, di proprietà di suo nonno Giovanni Ayala, storico sindaco di Caltanissetta durante la prima Guerra mondiale e poi passata in gestione a suo padre Antonio detto Totò e a suo zio Paolo (padre a sua volta del magistrato Giuseppe Ayala).
Il giovane Gianfranco riesce a conquistare la fiducia dei muratori, dei picconieri, dei vagonari, dei caricatori, dei carusi di solito molto restii a farsi riprendere e riesce a farsi accompagnare nelle diverse fasi della estrazione e lavorazione dello zolfo. Ne esce fuori “Giumentarello”, un documentario, restaurato per l’occasione, in cui le immagini - in un luminosissimo bianco e nero - raccontano le terribili condizioni di vita e di lavoro di questi operai. Non a caso è anche dalle miniere siciliane che si è sviluppata una indimenticabile stagione di battaglie sindacali e politiche per assicurare a tutti una autentica dignità del lavoro.
Interventi di: Gabriella Renier Filippone (Fondatore Settimana delle Culture), Alessandro Rais (Direttore Sicilia Film Commission); Alessia Cervini (Docente Storia del cinema Unipa); Gianfranco Ayala (autore del documentario), Ivan Scinardo (Direttore sede Sicilia C.S.C.), Michele D’Oro e Angelo La Rosa (storici delle miniere). L’evento prevede, oltre alla proiezione del documentario “Solfara” (miniera Giumentarello 1952), della durata di 20 minuti, anche l’inaugurazione della mostra “Connessioni” 1948 – 1956, fotografie di Gianfranco Ayala, curatore Luca Iannì. Verranno esposte, lungo il corridoio della scuola di cinema, oltre 60 fotografie in bianco e nero scattate subito dopo la seconda guerra mondiale.














