"Here we are" di Sabino Civilleri: la perfomance al Teatro del Carmine di Salemi
":After. After History, Afterlife", il festival di architettura che esplora la Sicilia moderna con un approccio multidisciplinare, presenta domenica 23 aprile alle ore 19.00 al Teatro del Carmine di Salemi "Here we are" di Sabino Civilleri, performance in prima assoluta nata specificatamente per il festival e per il luogo che la ospita.
Prodotta con Genìa Art Lab, con Emilia Guarino e Federica Marullo, le musiche originali di Giuseppe Rizzo e i testi letti da Claudio Collovà, "Here we are" si confronta con la monumentalità dell'architettura con l'intento di mettere in discussione il concetto di "historical priorities" nel tentativo di offrire una rilettura della narrazione pregressa e deteriorata.
In linea con la dichiarazione d'intenti del festival: superare l'immagine da cartolina della Sicilia, basata su una dimensione romantica di un passato culturalmente ricco, preambolo di un racconto in cui il sud è poco sviluppato e arretrato.
E ancora, indagare le molteplici potenzialità del territorio siciliano offrendo una seconda vita alle sue architetture. Questo è un primo passo fondamentale verso il concetto di sostenibilità, dando una seconda vita e un nuovo valore a ciò che già esiste” illustrano i curatori.
Prodotta con Genìa Art Lab, con Emilia Guarino e Federica Marullo, le musiche originali di Giuseppe Rizzo e i testi letti da Claudio Collovà, "Here we are" si confronta con la monumentalità dell'architettura con l'intento di mettere in discussione il concetto di "historical priorities" nel tentativo di offrire una rilettura della narrazione pregressa e deteriorata.
In linea con la dichiarazione d'intenti del festival: superare l'immagine da cartolina della Sicilia, basata su una dimensione romantica di un passato culturalmente ricco, preambolo di un racconto in cui il sud è poco sviluppato e arretrato.
E ancora, indagare le molteplici potenzialità del territorio siciliano offrendo una seconda vita alle sue architetture. Questo è un primo passo fondamentale verso il concetto di sostenibilità, dando una seconda vita e un nuovo valore a ciò che già esiste” illustrano i curatori.














