I sabato di agosto all'Orto Botanico: le visite (notturne) nel polmone verde di Palermo
Orto Botanico di Palermo
Una storia bicentenaria che di notte acquista un sapore diverso.
Perché alla luce della luna, i contorni sono più morbidi, i profumi più intensi, ogni fruscio, sussurro, ombra, sembra provenire da un universo altro dove bisogna entrare in punta di piedi.
La visita in notturna all’Orto Botanico di Palermo è un’esperienza da fare assolutamente, soprattutto se si usano le "lucciole" a led che proiettano una luce morbida che non disturba gli “abitanti” del parco.
A partire da sabato 3 agosto e poi tutti i sabato del mese (10, 17, 24 e 31 agosto) si entra all’Orto Botanico sia alle 21.30 che alle 22.30.
Accompagnati da operatori specializzati di CoopCulture, si va alla scoperta del più antico giardino scientifico d’Europa, nato in epoca borbonica sul baluardo di Porta Carini al Capo, per poi trasferirsi nell’attuale sede della Vigna del Gallo nel 1786, proprio a fianco di Villa Giulia.
Fu il francese Léon Dufourny a disegnare il Gymnasium e gli altri edifici dell’Orto a fine Settecento: da allora in poi è un mondo a parte di biodiversità e specie vicine e lontane. Ma ve lo raccontano durante la visita.
Già il concept store all’ingresso è un primo viaggio colorato firmato dai californiani Fallen Fruit.
Perché alla luce della luna, i contorni sono più morbidi, i profumi più intensi, ogni fruscio, sussurro, ombra, sembra provenire da un universo altro dove bisogna entrare in punta di piedi.
La visita in notturna all’Orto Botanico di Palermo è un’esperienza da fare assolutamente, soprattutto se si usano le "lucciole" a led che proiettano una luce morbida che non disturba gli “abitanti” del parco.
A partire da sabato 3 agosto e poi tutti i sabato del mese (10, 17, 24 e 31 agosto) si entra all’Orto Botanico sia alle 21.30 che alle 22.30.
Accompagnati da operatori specializzati di CoopCulture, si va alla scoperta del più antico giardino scientifico d’Europa, nato in epoca borbonica sul baluardo di Porta Carini al Capo, per poi trasferirsi nell’attuale sede della Vigna del Gallo nel 1786, proprio a fianco di Villa Giulia.
Fu il francese Léon Dufourny a disegnare il Gymnasium e gli altri edifici dell’Orto a fine Settecento: da allora in poi è un mondo a parte di biodiversità e specie vicine e lontane. Ma ve lo raccontano durante la visita.
Già il concept store all’ingresso è un primo viaggio colorato firmato dai californiani Fallen Fruit.
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